LA BANDA MEINHOF KOMPLEX

FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA
sezione ANTEPRIMA UFFICIALE|
Fuori Concorso


LA BANDA MEINHOF KOMPLEXDER BAADER MEINHOF KOMPLEX
di Uli Edel

Tratto dall'omonimo libro di Stefan Aust, sbarca al festival la corazzata tedesca. Un film che narra la storia della famigerata cellula terrorista chiamata RAF (Rote Armee Fraktion); un tentativo di condensare dieci anni di storia recente tedesca in 155 minuti. Dallo scoppio delle rivolte studentesche alla formazioni dei primi gruppi organizzati e armati per sfuggire alla repressione del governo; sarà proprio la morte di uno studente durante una manifestazione ad accendere la miccia che inizierà le ostilità e porterà consenso alla banda armata. I fondatori del gruppo sono Andreas Baader, la sua “compagna” Gudrun Ensslin e la giornalista Ulrike Meinhof, e a Berlino trovano il loro quartier generale. L'iniziale ideale di libertà e il dissenso nei confronti delle decisioni del governo della nuova repubblica tedesca (in primis la concessione di basi agli americani impegnati nella guerra del Vietnam) sfoceranno in una lotta armata, con una serie di attentati e rapimenti che mieteranno vittime tra i civili. Quando poi lo zoccolo duro del gruppo viene neutralizzato e i protagonisti messi in carcere, le loro azioni acquistano una cassa di risonanza ancora maggiore, divenendo personaggi idolatrati da molti giovani, i quali continueranno l'attività terroristica aumentando la violenza e le perdite umane. L'epilogo tragico, sarà l'ultimo atto di una politica fallimentare ma che nella sua evoluzione ha saputo infuocare i cuori di milioni di giovani guidati da idee rivoluzionarie. Oltre alla narrazione degli eventi, nel film c'è spazio per la vicenda personale di Ulrike Meinhof, una giornalista che condivide gli ideali della ribellione e gradualmente abbandona la penna per impugnare la pistola; il coinvolgimento sarà tale che Ulrike è disposta ad abbandonare il marito e le sue due figlie per seguire un'utopica rivoluzione.

Il film di Uli Edel, è imponente sia per la durata che per l'impiego numeroso di comparse. Il flusso degli eventi che scorre davanti allo spettatore è un escalation di violenza, ma forse per la natura della lotta che si combatte (non è una guerra, ma è una guerriglia urbana, è terrorismo moderno) non si ha mai la sensazione di esagerazione; la scena di folla iniziale che scatena le ire degli studenti è da manuale, ed è incredibile quì, oggi, venerdì 24/10/2008 vedere questa scena e sentirsi dentro, in mezzo alla folla, mentre fuori dall'Auditorium un corteo di studenti manifesta il proprio dissenso nei confronti del governo. Una delle maggiori critiche rivolte a questo film è di non schierarsi apertamente da una parte o dall'altra; è evidente che questa irrisolta vicenda sia ancora una ferita aperta nel cuore del popolo teutonico, del resto la loro storia è estremamente recente. Un film travolgente, lungo ma mai troppo riflessivo, una serie di eventi , botta e risposta fra i terroristi e la polizia (ottima prova di Bruno Ganz, nei panni del capo della polizia Horst Herald). Questa proiezione seguita con partecipazione, dimostra che il cinema tedesco è in evoluzione, un mercato attento e soprattutto contiene un bacino storico molto recente che può essere rappresentato ampiamente.

Davide Murri

Uscita film in Italia: 31 ottobre 2008

Regia: Uli Edel
Con: Martina Gedeck, Moritz Bleibtreu, Bruno Ganz.
Nazionalità: Germania
Anno: 2007
Durata: 149'
Genere: Drammatico

UN BARRAGE CONTRE LE PACIFIQUE

FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA
sezione CINEMA 2008|Concorso

UN BARRAGE CONTRE LE PACIFIQUE
THE SEA WALL
di Rithy Panh

Cartolina francese dall' Indocina in età coloniale, una vedova (Isabelle Huppert) concessionaria di una risaia deve provvedere al mantenimento dei due figli. Il mare inonda periodicamente il terreno e serve una diga per arginarlo. La salvezza economica sembra arrivare dagli intrighi amorosi dei figli: la sedicenne Suzanne sedotta dal latifondista cinese Mr.Jo, e il giovane Joseph prestandosi a gigolò per una moglie vogliosa, di marito ricco e distratto. Ma la coesistenza dei coloni e dei colonizzati non è destinata a durare pacificamente, portando così dei cambiamenti anche all'interno della famiglia.

L'occhio del regista insiste su una terra dai contorni selvaggi e affascinanti e come in ogni buon film francese l'atmosfera conta forse più delle azioni narrative. I personaggi sono ambivalenti, ognuno finirà per mostrare anche il proprio lato oscuro. L'antenna d'oro di Universytv andrà assegnata alla bravissima giovane attrice Astrid-Bergses Frisbey, nei panni della piccola Lolita di famiglia.


Davide Murri

Regia: Rithy Panh

Con: Isabelle Huppert, Gasper Ulliel, Astrid Bergès-Frisbey
Nazionalità: Cambogia, Francia, Belgio
Anno: 2008
Genere: Drammatico

Durata: 115'


Da Festa del Cinema di Roma

King Al

By Ufficio Stampa Universy Tv on 05:54

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FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA

sezione ALTRO CINEMA|Incontri


INCONTRO CON AL PACINO

Inizia con i fuochi d'artificio il Festival Internazionale del Film di Roma, ospitando uno dei più grandi attori viventi sul tappeto rosso e la conseguente folla acclamante. Il primo giorno è interamente dedicato ad Al Pacino, a cui viene assegnato il Marco Aurelio alla carriera; uno dei maggiori esponenti dell'Actor Studio, che prosegue una tradizione che vede personaggi della prestigiosa scuola americana ospiti all'Auditorium per raccontare le proprie esperienze. L'ex Carlito si dimostra ampiamente a suo agio nei panni della star, e con grande pazienza si ferma per molto tempo lungo il Red Carpet marcando una differenza con qualche suo illustre predecessore delle passate edizioni. L'incontro con il pubblico procede tra spezzoni monumentali delle sue pellicole (oltre 40 film, numerosi premi vinti tra cui l'oscar nel 1992 per Sciente of a Woman) e pensieri personali dell'attore, incalzato da Mario Sesti e dal pubblico in sala. Scorrono le immagini di Carlitos'way, e Scarface e Pacino ci confessa quanto all'Actor Studios si lavora sull'immedesimazione e quanto è difficile lasciare un personaggio per entrare in uno nuovo. Viene sottolineata la sua passione per Shakespeare, con Il Mercante di Venezia e Riccardo Terzo ma anche con una gustosa anticipazione di Salomaybe, il film realizzato sulla piece di Oscar Wilde Salomè. Un'ovazione accompagna la visione del frammento del Padrino e Al ci confessa che ha scoperto anni dopo di essere realmente originario di Corleone!!! Ci lascia con una piccola introduzione al suo Chinese Coffee, un'altra chicca in esclusiva europea. Un duetto quasi teatrale con Jerry Orbach che parla di uno scrittore sui cinquanta squattrinato, che cerca di risollevarsi dopo aver perso l'amore. Sei ore passate in compagnia di un personaggio di questo spessore ma pieno di umiltà e riconoscenza per tutte le persone che l'hanno aiutato a salire i gradini del successo, su tutti Lee Strasberg direttore storico dell' Actor Studios. Solo il tempo potrà dire, se la scelta di aprire alla grande il Festival, riuscirà a trascinare il resto della manifestazione.

Davide Murri

Da Festa del Cinema di Roma