State Of Play

STATE OF PLAY

di Kevin Macdonald

Manuale di giornalismo


Una volta Filippo Sacchi ha scritto che al cinema conta soltanto una cosa: il cinema. Così come in amore conta una cosa soltanto: l’amore. Soprattutto per questo motivo l’ultimo lavoro di Kevin Macdonald merita tutti i nostri consensi: perché nonostante un colpo di scena finale un po’ forzato e una struttura narrativa che non aggiunge molto al genere, si tratta di cinema puro, al 100%, che va oltre quelli che potrebbero essere i suoi difetti per andare dritto all’obiettivo: insinuare i suoi tentacoli lungo le poltroncine del cinema e avvinghiare il pubblico negli intrighi della trama, sorretta dallo sguardo sornione dell’ottimo Russel Crowe (gladiatore d’esperienza).

Al veterano della carta stampata Cal McAffrey viene affidato un pezzo sull’omicidio di un giovane scippatore, ucciso la notte precedente a colpi di pistola. In redazione arriva anche la notizia della morte accidentale della giovane assistente di un uomo politico in ascesa, Stephen Collins: si (s)parla di una relazione tra il politico e la ragazza, una succosa notizia di gossip per il blog della versione online del giornale, tenuto dalla caparbia Della Frye. I due giornalisti, nonostante le iniziali diffidenze (interessante in tal senso l’accenno alla diatriba tra giornalista cartaceo e blogger, una tematica molto attuale che meriterebbe un approfondimento a parte), troveranno una relazione tra i due casi, dietro ai quali si nasconde uno scandalo da milioni di dollari.

Macdonald omaggia a gran voce “Tutti gli uomini del presidente” (probabilmente il capolavoro essenziale sul mondo del giornalismo), mostrando il lavoro che c’è dietro un’inchiesta giornalistica, e allo stesso tempo la faccia meno pulita del mondo della politica. Giorni e notti dedicate ad inseguire una voce, un contatto, una fonte, tutto per riuscire a mandare l’articolo in stampa, per urlare a squarciagola una versione della verità, quella di un giornalismo che sembra non esistere più. E finalmente sui titoli di coda le rotatorie possono stampare parole e sudore di un articolo, sulle note sofferte dell’azzeccata “Long as I can see the light” dei Creedence.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 30/04/2009
Con: Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Wendy Makkena, Katy Mixon, Viola Davis, Jeff Daniels, Maria Thayer, Harry Lennix, David Harbour, Rob Benedict, Zoe Lister Jones, Gregg Binkley, Arabella Field
Nazionalità: USA, UK, Francia
Anno: 2009
Genere: Crimine, Drammatico, Thriller

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Nemico Pubblico n°1 - parte seconda

NEMICO PUBBLICO N°1 - L'ORA DELLA FUGA (parte II)

di  Jean-François Richet

Parigi a mano armata


Chi era davvero Jacques Mesrine? Un delinquente? Un gangster? Un idealista? Un rivoluzionario? Un gentiluomo? Un trasformista? Un genio? La risposta è probabilmente in tutti questi attributi, ed è la risposta che il regista Jean François Richet prova a dare attraverso questo biopic, finalmente completo dopo la prima parte, “L’istinto di morte”, che aveva lasciato in sospeso troppi lati della personalità di Mesrine. Ora possiamo dirlo: si tratta di un grande film, completo, ricco di azione, fascino, humour, personalità. Vincent Cassel da parte sua incolla alla poltrona e lo fa con il sorriso sulle labbra.
“L’ora della fuga” chiude perfettamente il cerchio aperto con “L’istinto di morte”: Mesrine è tornato in Francia, continua ad essere catturato dalla polizia e puntualmente ad evadere in modo rocambolesco, si innamora, diventa un fenomeno mediatico, popolare, anche grazie all’autobiografia che scrive in carcere e alle interviste rilasciate ai magazine francesi: «Non ho l’impressione di infrangere la legge, ma solo di rubare a chi ruba più di me», afferma ai microfoni dei giornalisti, nonostante il suo compagno di fuga (Mathieu Amalric, sempre ottimo) gli ricordi che sono «delinquenti, non idealisti». Ma Mesrine è uno che amava cantare «Je ne regrette rien» (“io non rimpiango nulla”): c’è da crederci.

Mesrine (guai a non pronunciarlo come vuole il protagonista, ovvero Merìn!) è un nome entrato nella leggenda: un brutale terrorista per la società, un leale idealista per chi l’ha avuto vicino, un trasformista capace di farsi beffe del capitalismo imperante (celebre la sua crociata contro il sistema bancario). Attenzione: l’opera di Richet non intende idealizzare un omicida, ma semplicemente offre un punto di vista il più possibile obiettivo su una personalità complessa e interessante come quella di Mesrine, regalando al cinema francese un personaggio affascinante nelle sue sfumature quanto spaventoso nella sua pericolosità.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 17/04/2009
Con: Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Georges Wilson, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Alain Doutey, Anne Consigny, Laure Marsac, Alain Fromager
Nazionalità: Francia, Canada
Anno: 2008
Genere: Azione, Biografico, Crimine, Drammatico, Thriller

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Watchmen

By StephWithPh on 08:14

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WATCHMEN

di Zack Snyder


Who Watches the Watchmen? (Chi veglia sui Guardiani? ndr)


New York, 1985. Richard Nixon è al suo terzo mandato presidenziale dopo la vittoria in Vietnam e il mondo pare congelato in una perpetua Guerra Fredda alle soglie di un attacco nucleare. Nella buia notte newyorkese il corpo di un uomo cade da un palazzo, schiantandosi sul marciapiede, e il suo sangue macchia per sempre un sorriso. Edward Blake, meglio conosciuto come Il Comico, è morto. Si sapeva, dopo il decreto Keene, che per i supereroi non erano tempi buoni, ma questa morte pare smuovere le acque. Molti di loro si sono ritirati, altri sono stati uccisi, o rinchiusi; i sopravissuti sono davvero pochi. E’ alla loro ricerca che va Rorschach, convinto che Il Comico non fosse che il primo della lista, che prima o poi toccherà a tutti loro. Inizialmente i suoi colleghi gli danno del pazzo, e si rifiutano di dargli retta. Ma poi Laurie Spettro di Seta II si separa dal compagno Jon Dottor Manhattan, trovando conforto nel fedele amico Dan Gufo Notturno II, con cui riscoprirà il piacere di dare la caccia al crimine, e comprendendo che forse Rorschach non aveva tutti i torti su un imminente pericolo. Ma molto pare contrastare i guardiani, mentre le lancette dell’orologio dell’apocalisse sono sempre più vicine alla mezzanotte e la guerra nucleare sta per iniziare: Rorschach è stato catturato e il Dottor Manhattan si è isolato dal mondo in un auto-imposto esilio su Marte. L’unica persona rimasta a cui rivolgersi è Adrian - Ozymandias – Veidt, l’uomo più intelligente del mondo, ma quando i Guardiani riusciranno a trovarlo si troveranno di fronte a qualcosa di sconvolgente.

Watchmen, opera originale di Alan Moore e Dave Gibbons, riscrive in maniera impensabile le regole dei più classici fumetti, quelli sui supereroi. Questi giustizieri non hanno superpoteri – fatta eccezione per il Dottor Manhattan – anzi, sono fin troppo umani, schiavi delle proprie nevrosi, con le mani sporche di sangue, in bilico tra bene e male. Rorschach, la Maschera per eccellenza, è più psicopatico che eroico; Il Comico è cinico, crudele e senza scrupoli, Ozymandias è affetto da megalomania; Spettro di Seta è preda dei propri sentimenti confusi e il Dottor Manhattan ormai è totalmente separato dalla realtà, chiuso nella propria atarassia, mentre Gufo Notturno cerca di nascondersi dalle proprie insicurezze. I personaggi sono molto caratterizzati e ad ognuno di loro nel film è dedicato un flashback sulla propria storia personale.

La trasposizione su pellicola di Zack Snyder trasuda la palese ammirazione per il modello cartaceo. Parte con dei bellissimi titoli di testa, sviluppandosi poi su diversi livelli narrativi: si passa dai lunghi monologhi metafisici del Dottor Manhattan ai momenti di azione pura caratterizzati, al giusto momento, dalla slow motion, tecnica molto amata dal regista e utilizzata anche in 300. Il tutto viene accompagnato dalla voce fuori campo di Rorschach che legge le pagine del suo diario, e da citazioni che spaziano da Shelley, Dylan, Giobbe, Einstein a Jung. Particolare è la scelta della colonna sonora, composta da alcune delle migliori canzoni di fine secolo che accompagnano e descrivono ogni singola immagine. Il risultato è una buona pellicola superomistica che mostra al mondo ciò che Snyder ha visto nelle tavole di Moore, con le sue personali interpretazioni, i ringiovanimenti, gli abbellimenti, pur conservando le immagini più eloquenti e il testo.

Stefania Fiorese

Uscita del film in Italia: 06/03/2009
Con: Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan,  Patrick Wilson, Carla Gugino, Matt Frewer, Stephen McHattie
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Genere: Azione, Fantasy, Fantascienza, Thriller


Nemico Pubblico n°1

 NEMICO PUBBLICO N°1 – L’ISTINTO DI MORTE (parte I) 

di Jean François Richet

Il gangster dai mille volti

Realizzare un film in due parti separate è un progetto ambizioso quanto rischioso: di certo può rivelarsi un successo se a firmare l’opera c’è un certo Quentin Tarantino (vedi “Kill Bill” o il recente “Grindhouse”), e può sicuramente far presa sul pubblico se il personaggio in questione è un’icona mondiale (ad esempio il Che Guevara di Soderbergh con Benicio Del Toro). Al centro del progetto di Richet, regista praticamente sconosciuto all’estero, c’è invece un leggendario criminale francese, Jacques Mesrine, un nome che solo al di là delle Alpi sembra riuscire a dire qualcosa. Eppure l’ambiziosa e, come detto, rischiosa intenzione di Richet potrebbe consegnare alla storia della cinematografia francese un personaggio unico e dal fascino ipnotico.

Il film è tratto dal romanzo autobiografico che Mesrine ha scritto in carcere prima di una storica e incredibile evasione: Pichet resta fedele alla descrizione del gangster, realizzando un biopic che alterna con astuzia atmosfere noir con scene da prison-movie all’americana. Dopo un’esperienza in Algeria, tra le fila dell’esercito francese, dove per Mesrine avviene il classico “battesimo del fuoco”, la vicenda si sposta tra le vie di Parigi. L’ex-soldato si ritrova senza lavoro ma con tante ambizioni: il modo più facile per ottenere soldi e potere è la via della criminalità. Una volta introdotto nell’organizzazione del boss Guido, la vita di Mesrine è trascinata dal vento della criminalità, che lo porterà all’esilio forzato in Canada, in compagnia della sua amata Jeanne, con cui forma una nuova coppia in stile Bonny e Clyde.

Mesrine, impersonato dal sempre convincente Vincent Cassel, è raccontato con sensibilità e intelligenza: le due facce di una medaglia da un lato macchiata dal sangue delle sue vittime, dall’altra capace di far brillare l’indissolubile lealtà di un criminale innamorato della sua donna e in grado di onorare ogni volta la parola data. Funziona (e bene) la parte francese del film, arricchita dalla presenza di Gerard Depardieu, e permeata di quelle atmosfere buie che la scuola francese ha esportato in tutto il mondo; meno convincente la metà canadese, fatta di prigioni e un direttore spietato dal vago sentore di dejà-vu. Per un giudizio più completo sarà doveroso attendere la seconda metà dell’opera, intitolata “L’ora della fuga”, che arriverà da noi in aprile, nel frattempo la leggenda dell’uomo dai mille volti sembra avere le carte in regola per affascinare anche il pubblico italiano. Staremo a vedere.
Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 13/03/2009
Regia: Jean-François Richet
Con : Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Roy Dupuis, Elena Anaya, Gilles Lellouche, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Florence Thomassin, Ludivine Sagnier, Gilbert Sicotte, Abdelhafid Metalsi
Nazionalità: Francia, Canada, Italia 
Durata: 113'
Anno: 2008
Genere: Azione, Biografico, Crimine,  Drammatico, Thriller


Operazione Valchiria

By StephWithPh on 10:23

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  OPERAZIONE VALCHIRIA


Valkyrie
di Bryan Singer

In un’antica abitazione di campagna risuona un vecchio 33 giri con la gloriosa “Cavalcata delle Valchirie”: le note di Richard Wagner descrivono l’incedere delle fanciulle mandate da Odino su cavalli alati, la mente del cinefilo va alla guerra psicologica del Romeo Foxtrot di “Apocalypse Now!”, nella testa del colonnello Claus Von Stauffenberg invece si fa strada l’idea per rovesciare il regime di Hitler: utilizzare il cosiddetto Piano Valchirie (un progetto di difesa messo a punto dallo stesso Fuhrer) per effettuare un colpo di stato e mettere fine alla Germania nazista. Il regista Bryan Singer, abbandonati i fumetti (“X-Men”, “X-Men 2”, “Superman Returns”), dopo il grande successo de “I Soliti Sospetti”, si dedica ad un film storico, tratto da una storia vera, caricando il tutto con suspense e una patina di tensione difficile da scrollarsi di dosso.

«Dobbiamo dimostrare al mondo che non eravamo tutti come lui». Con queste parole un gruppo di ufficiali tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale, si riunisce, tramando nell’ombra, per organizzare un colpo di stato: «Possiamo servire la Germania o il Fuhrer, non entrambi». I partecipanti al complotto infatti avevano aperto gli occhi di fronte alle vergognose azioni del regime hitleriano, unendosi per riabilitare il nome della “Santa Germania” agli occhi del mondo. Per tentare l’impresa, l’uomo scelto è il colonnello Von Stauffenberg (Tom Cruise), un eroe di guerra, braccio e mente del piano che avrebbe dovuto metter fine al Reich di Hitler (il celebre attentato del 20 luglio 1944). Il film è costretto a confrontarsi con il fatto che tutti gli spettatori sanno come è andata a finire la guerra, e che dunque sanno già cosa aspettarsi dal finale: la bravura di Singer però sfrutta questo elemento, spingendo al momento opportuno la suspense sul piano dell’azione piuttosto che su quello narrativo, mostrando l’Operazione Valchiria nel pieno della sua imponente efficienza (“Il colpo di stato siamo noi!”, urla il capo della riserva militare, fino a quel momento ignaro di tutto).

Tom Cruise, nonostante la benda all’occhio, si gode la sua ennesima performance di grande valore, circondato da un cast di esemplari professionisti, tra cui spiccano Kenneth Branagh, Bill Nighy, Terence Stamp, Tom Wilkinson. Un film storico trasformato facilmente in un’operazione mediatica non indifferente: la stampa si è infervorata di fronte ad una versione del protagonista esageratamente eroica (c’è addirittura chi lo ritenesse un antisemita), ponendo inoltre l’accento sul fatto che un manipolo di ufficiali (che al tempo giurarono fedeltà a Hitler) non potesse essere considerato come un movimento di resistenza. Il Von Stauffenberg di Cruise riesce però ad andare oltre ogni polemica, permettendo all’attore americano e al regista di cavalcare assieme alle Valchirie alate della mitologia nordica sopra un successo di pubblico già annunciato.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 30/01/2009

Regia:  Bryan Singer
Con :  Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten
Nazionalità: U.S.A., Germania
Durata: 120'
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Storico, Thriller

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