SI PUO’ FARE
By Ufficio Stampa Universy Tv on 04:01
Categorie: anteprima, cinema, Claudia Antignani, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
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Categorie: anteprima, cinema, Claudia Antignani, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
“La follia è una condizione umana” dichiarava Basaglia “in noi la follia esiste ed è presente come la ragione. Il problema è che la società dovrebbe accettare tanto la ragione, quanto la follia, invece...”.
ma forte delle sue idee, supportato da un gruppo di attori talmente bravi, nella parte dei malati mentali, da sembrare veri. Forte nei sentimenti e negli argomenti trattati, Giulio Manfredonia si destreggia bene nel difficile ma reale problema di un’ evidente diversità non compresa, circondando il tema principale con le problematiche di un rapporto di coppia difficile a causa del lavoro intenso, con difficoltà sociali e burocratiche; il tutto trattato senza enfasi o drammaticità, ma in un racconto forte e arioso, che in alcuni punti fa sorridere e incanta, ma allo stesso tempo fa riflettere su temi delicati che appartengono alla società italiana, nel rispetto di chi convive e lavora con malati particolari.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 04:08
Categorie: Alessio Trerotoli, cinema, cinema 2008, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
L’ultimo film di Giacomo Battiato, in concorso al Festival del Cinema di Roma, non ha bisogno di parole e di commenti riguardanti all’estetica, alla bellezza delle scene, alla qualità tecnica, alla bravura degli attori: “Resolution 819” infatti si eleva al di là di ogni possibile discussione cinematografica, per imporsi come un’opera necessaria, utile, interessante. Della strage di Srebrenica, il massacro peggiore avvenuto in Europa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il cinema ha ancora parlato troppo poco, motivo per cui una pellicola di questo spessore, che racconta e diffonde una storia così terribile, ha il diritto di non essere trattata soltanto come un’opera cinematografica.
La “Risoluzione 819”, decretata dalle Nazioni Unite, rappresenta una garanzia e un impegno a proteggere e tenere al sicuro la popolazione musulmuna dell’enclave di Srebrenica, in Bosnia. Le truppe serbe del generale Mladic, sotto gli occhi impotenti dei caschi blu dell’ONU, nel luglio del 1995 invadono la zona protetta operando una “pulizia etnica” che in quattro giorni provoca il massacro di 8000 bosniaci. In seguito a questa strage, l’ONU invia in Bosnia un volontario per scoprire la verità su quanto accaduto: per l’investigatore francese Jacques Calvez si tratterà di un vero e proprio viaggio all’inferno, tra testimonianze, fosse comuni, resti umani e un odore rancido perennemente nell’aria, l’odore della morte.
La pellicola si limita a voler raccontare i fatti di Srebrenica, analizzando ogni indizio emerso dalle ricerche di Calvez e del suo team di specialisti. Restano negli occhi le dolorose scene di massacro, l’odore di putrefazione che dallo schermo della sala si insinua tra le poltrone del pubblico, colpendolo allo stomaco con la sua angosciante verità. Una lezione di storia che fa male, ma necessaria, che lascia interdetti di fronte alla banalità delle violenza e all’assordante silenzio che ci resta dentro dopo esserci posti un’inevitabile domanda: come è possibile tutto ciò?
By Ufficio Stampa Universy Tv on 03:21
Categorie: Alessio Trerotoli, cinema, cinema 2008, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
Che cos’è l’arte? Per Andy Warhol l’arte è ciò che puoi riuscire ad ottenere da essa, per Pablo Picasso invece l’arte è una bugia che aiuta a realizzare la verità. Marcel Duchamp riteneva invece che l’arte non fosse nell’opera, ma nello spettatore, mentre per Cechov ciò che piace è arte, ciò che non piace non è arte. L’arte è questione di dibattito da secoli; diverse scuole di pensiero, artisti e filosofi hanno dedicato la loro esistenza nel cercare di dare una risposta, e la natura stessa di questo splendido film argentino è nella panoramica
che si pone nei confronti dell’arte contemporanea, dove la linea che separa il mondo dell’arte da tutto il resto si è fatta inesorabilmente più sottile.
enza neanche rendersene conto si ritroverà ad essere un artista di culto, famosissimo e apprezzato in tutto il mondo, ma dovrà sempre continuare a fare i conti con l’ispirazione del suo assistito, a volte assente per ripicca nei confronti dell’infermiere plagiatore, e con l’assidua attenzione che il mondo dell’arte pone su questo nuovo grande artista, i cui silenzi di fronte alle domande dei critici d’arte sono letti come una straordinaria risposta alla crisi della società contemporanea piuttosto che esser visti per quello che sono: l’incapacità di un uomo di esprimere le sensazioni e le emozioni di fronte ad un’arte che non gli appartiene.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:42
Categorie: Alessio Trerotoli, anteprima, cinema, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
Il 2008 a quanto pare è l’anno delle pellicole su famiglie di poliziotti o della corruzione all’interno della polizia: già in “American Gangster” avevamo avuto un assaggio del giro di mazzette tra criminali e poliziotti, nel finale de “I padroni della notte” invece un’azione illegale di un poliziotto viene coperta dai colleghi (il film tra l’altro racconta proprio di una famiglia di poliziotti). Il recente “La notte non aspetta” racconta ancora un caso di corruzione all’interno del distretto di polizia. In questo contesto “Pride and Glory” non spicca certo per originalità, dando l’impressione di raschiare un barile già svuotato di ogni interesse.
New York. Quattro agenti di polizia sono morti durante un’azione, mentre cercavano di introdursi nella casa di un noto criminale legato alla droga. Ogni cosa fa pensare che siano caduti in un’imboscata dovuta ad una soffiata arrivata agli spacciatori proprio da qualcuno all’interno del distretto di polizia. Tutti gli agenti della narcotici si mettono al lavoro per rintracciare il criminale; Edward Norton, anche se riluttante, viene convinto dal padre Jon Voight (capo dei detective) ad occuparsi del caso, spaventato all’idea di dover scavare e indagare all’interno del distretto guidato da suo fratello Noah Emmerich e all’interno del quale lavora suo cognato Colin Farrell. Indizio su indizio,
Edward Norton si troverà ben presto di fronte ad una scelta morale difficile da sostenere: coprire la verità, proteggendo così la sua famiglia e l’istituzione che rappresenta, o adempire ai suoi doveri, lasciandosi andare alla lealtà e all’onestà.
due facce della stessa medaglia) e della regia (O’Connor nella prima parte del film regala un bellissimo piano sequenza attraverso il quale attraversiamo il luogo del crimine insieme ai personaggi). In concorso al Festival del Cinema di Roma, “Pride and Glory”, nonostante le buone intenzioni e l’ottima resa di alcune sequenze, non sembra però regalare niente di nuovo ad un genere cinematografico come il thriller poliziesco già abbastanza ricco sia di orgoglio che di gloria.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 05:15
Categorie: anteprima, cinema, drammatico, festa del cinema, film, fuori concorso, recensioni, selezione ufficiale, Simone Saponieri
Agathe Villanova, scrittrice femminista di successo da poco entrata in politica, torna nella sua casa d’infanzia, nel sud della Francia, per aiutare sua sorella Florence a sistemare gli affari della loro madre, scomparsa un anno prima. Qui vivono, oltre alla sorella, suo marito, i figli e Mimouna, la domestica, il cui figlio Karim (interpretato da Jamel Dabbouze) decide di girare, insieme a Michel, regista fallito, un documentario sulla figura di Agathe, scelta come modello della donna in carriera.
Numerose sono le trovate divertenti, i dialoghi non sono quasi mai banali o scontati. Il tutto è condito da una notevole pulizia espressiva e formale.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 13:00
Categorie: cinema, cinema 2008, concorsi, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale, Skripach
di Siddiq Barmak
Ci troviamo in un punto imprecisato del deserto dell'Afganistan; vicino a una piccola coltivazione di oppio si schianta un elicottero americano, i due superstiti, un soldato bianco e uno nero sono persi, abbandonati a loro stessi senza possibilità di comunicare con nessuno, ma malconci e feriti non hanno altra scelta che incamminarsi e superare una collina dove entreranno in contatto con una famiglia di coltivatori di oppio che vive stipata in un vecchio carro armato. Il dramma umano vissuto dai soldati non sembra interessare affatto al contadino e alle sue numerose mogli e figli, allo stesso modo i due soldati inizialmente in conflitto fra loro non sembrano voler allacciare nessun tipo di rapporto con i propri “vicini”, complice da principio la paura ma anche l'irrisolvibile incomunicabilità linguistica e culturale. Entrambe le realtà rimangono chiuse in loro stesse e macerano nei propri problemi, gli innumerevoli litigi e discussioni delle mogli del contadino, il giovanissimo ragazzo afgano che cerca di darsi arie da uomo, il capofamiglia umiliato dai debiti e dai soprusi di capi tribali.
Anche i rapporti fra i due soldati, con l'avvilente subalternità data dai gradi, peggiorano infinitamente proprio per la differenza di colore. Ne risulta un ritratto amaro, non tanto della guerra bensì dell'umanità intera, in lotta aperta ormai con la natura e sull'orlo dell'autodistruzione.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 11:33
Categorie: cinema, cinema 2008, concorsi, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
Widmer si rifugia in un modesto appartamento dove cerca di ricominciare a vivere partendo dalle piccole cose. Qui entra in contatto con la ragazza dell'appartamento accanto la giovane Valerie. Widmer non sospetta minimamente però che Valerie è la figlia di una delle vittime del suo agguato.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:01
Categorie: anteprima, cinema, concorsi, drammatico, festa del cinema, film, Paola Granato, recensioni, selezione ufficiale
Primo film in concorso presentato al Festival del Cinema di Roma è L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi.
La proiezione ufficiale tenutasi il 22 ottobre nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium è stata preceduta da una performance musicale di Carmen Consoli, per la prima volta in veste di autrice della colonna sonora.
Resta, purtroppo, in ombra Marisa Paredes (Dottoressa Campo) grande attrice, interprete di molti film di Almodòvar che avrebbe dato molto al film se il suo personaggio avesse avuto più spazio.![]() ![]() ![]() ![]() |
| Da Festa del Cinema di Roma |
By Ufficio Stampa Universy Tv on 11:00
Categorie: anteprima, cinema, concorsi, drammatico, festa del cinema, film, Martina Merico, recensioni, selezione ufficiale
di Matteo Rovere
Principalmente perchè Matteo Rovere ha dimostrato in altre occasioni di essere un buon regista, in grado di usare i mezzi che gli vengono messi a disposizione, quindi lascia l'amaro in bocca dire quanto il film sia brutto e quanto appaia in pieno come l'ennesima occasione mancata del giovane cinema italiano. Soprattutto considerando le intenzioni dei produttori e del regista, per i quali il film dovrebbe essere una sorta di denuncia sociale del bullismo e dell'alienazione in cui si trovano gli adolescenti, il film è stato toppato alla grande e la colpa è principalmente della sceneggiatura, di una banalità veramente disarmante.
Il che sembra abbastanza strano se si considera che due degli sceneggiatori sono lo stesso Rovere e Sandrone Dazieri, ottimo giallista che decisamente sa scrivere!


By Ufficio Stampa Universy Tv on 09:27
Categorie: anteprima, cinema, concorsi, festa del cinema, film, musical, Patrizio Caruso, recensioni, selezione ufficiale
E a questo De Laurentiis risponde che la difficoltà nel produrre e distribuire un film come questo sta proprio nel saper trasmettere le stesse emozioni di uno spettacolo che lega l'omaggio al teatro con la storia pubblica e privata dell'attore ad un pubblico altamente eterogeneo..jpg)
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| Da Festa del Cinema di Roma |
By Ufficio Stampa Universy Tv on 09:22
Categorie: anteprima, cinema, Davide Murri, drammatico, festa del cinema, film, fuori concorso, recensioni, selezione ufficiale
FESTIVAL INTERNAZIONALE
DER BAADER MEINHOF KOMPLEX
Tratto dall'omonimo libro di Stefan Aust, sbarca al festival la corazzata tedesca. Un film che narra la storia della famigerata cellula terrorista chiamata RAF (Rote Armee Fraktion); un tentativo di condensare dieci anni di storia recente tedesca in 155 minuti. Dallo scoppio delle rivolte studentesche alla formazioni dei primi gruppi organizzati e armati per sfuggire alla repressione del governo; sarà proprio la morte di uno studente durante una manifestazione ad accendere la miccia che inizierà le ostilità e porterà consenso alla banda armata.
I fondatori del gruppo sono Andreas Baader, la sua “compagna” Gudrun Ensslin e la giornalista Ulrike Meinhof, e a Berlino trovano il loro quartier generale. L'iniziale ideale di libertà e il dissenso nei confronti delle decisioni del governo della nuova repubblica tedesca (in primis la concessione di basi agli americani impegnati nella guerra del Vietnam) sfoceranno in una lotta armata, con una serie di attentati e rapimenti che mieteranno vittime tra i civili. Quando poi lo zoccolo duro del gruppo viene neutralizzato e i protagonisti messi in carcere, le loro azioni acquistano una cassa di risonanza ancora maggiore, divenendo personaggi idolatrati da molti giovani, i quali continueranno l'attività terroristica aumentando la violenza e le perdite umane. L'epilogo tragico, sarà l'ultimo atto di una politica fallimentare ma che nella sua evoluzione ha saputo infuocare i cuori di milioni di giovani guidati da idee rivoluzionarie.
Oltre alla narrazione degli eventi, nel film c'è spazio per la vicenda personale di Ulrike Meinhof, una giornalista che condivide gli ideali della ribellione e gradualmente abbandona la penna per impugnare la pistola; il coinvolgimento sarà tale che Ulrike è disposta ad abbandonare il marito e le sue due figlie per seguire un'utopica rivoluzione.
Il film di Uli Edel, è imponente sia per la durata che per l'impiego numeroso di comparse. Il flusso degli eventi che scorre davanti allo spettatore è un escalation di violenza, ma forse per la natura della lotta che si combatte (non è una guerra, ma è una guerriglia urbana, è terrorismo moderno) non si ha mai la sensazione di esagerazione; la scena di folla iniziale che scatena le ire
degli studenti è da manuale, ed è incredibile quì, oggi, venerdì 24/10/2008 vedere questa scena e sentirsi dentro, in mezzo alla folla, mentre fuori dall'Auditorium un corteo di studenti manifesta il proprio dissenso nei confronti del governo. Una delle maggiori critiche rivolte a questo film è di non schierarsi apertamente da una parte o dall'altra; è evidente che questa irrisolta vicenda sia ancora una ferita aperta nel cuore del popolo teutonico, del resto la loro storia è estremamente recente.
Un film travolgente, lungo ma mai troppo riflessivo, una serie di eventi , botta e risposta fra i terroristi e la polizia (ottima prova di Bruno Ganz, nei panni del capo della polizia Horst Herald). Questa proiezione seguita con partecipazione, dimostra che il cinema tedesco è in evoluzione, un mercato attento e soprattutto contiene un bacino storico molto recente che può essere rappresentato ampiamente.
Davide Murri
UNIVERSYTV è una proposta alternativa alla comunicazione mediatica. Nasce come progetto universitario, realizzato grazie ad un gruppo di studenti dell’Università di Roma Tre che, con un occhio esperto e critico, realizzano programmi, documentari, interviste/inchieste ad autorità (giornalisti, scrittori, professionisti affermati) e format creativi in cui riversano le loro conoscenze e abilità. Le tematiche trattate spaziano dall’informazione all’intrattenimento, dal cinema allo sport, dal teatro alla musica, tutto visto attraverso uno sguardo giovanile e indipendente capace di essere un ponte tra il mondo universitario e la realtà cittadina.