Frost - Nixon

By StephWithPh on 01:59

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FROST - NIXON



di Ron Howard


Un’intervista solitamente è un colloquio che un giornalista ha con una persona dalla quale desidera ottenere informazioni o dichiarazioni. Questo è un modo per dirlo, questo è quello che sembra. Delle volte dietro ad un’intervista però si nasconde uno scontro psicologico, un incontro di boxe, una lotta tra caratteri, personalità, senza esclusione di colpi. In quest’ottica il britannico David Frost, presentatore televisivo degli anni ’70, si presenta come lo sfidante, il giovane di belle speranze che cerca il colpaccio contro il campione dei pesi massimi, Richard Nixon, ex-presidente statunitense, che sente dalla sua l’opportunità di riabilitare la sua immagine agli occhi del popolo americano, indignato e tradito dallo scandalo Watergate che obbligò Nixon a dimettersi dalla sua carica politica nel 1974. Le parole che Richard Nixon rilasciò nel 1977 alle telecamere di David Frost divennero l’intervista con più audience della storia della televisione statunitense, basti pensare al fatto che Nixon, per motivi di salute, non fu presente al processo sul Watergate, procurando l’indignazione degli americani che non ebbero la soddisfazione di vedere l’uomo che li aveva traditi sul banco degli imputati.

Ron Howard, nel mezzo dei blockbuster tratti da Dan Brown (“Angeli e Demoni” uscirà in Italia a maggio), riesce a girare una pellicola di grande spessore storico e giornalistico, un gioiello di rara bellezza, affascinante come un film d’azione, dove al posto di battaglie fisiche avvengono soltanto imperdibili scontri verbali. L’intervista tra Frost e Nixon avviene in quattro giorni separati, in cui l’argomento Watergate può essere toccato soltanto nell’ultimo di questi incontri. Una sfida all’ultimo round: Nixon inizialmente schiaccia il suo interlocutore/sfidante utilizzando le sue armi preferite: personalità, aneddotica, carattere, decisione. Come suggerisce Jack Brennan, capo dello staff di Nixon (interpretato da Kevin Bacon), durante la prima intervista Frost sembra lo sfidante che si rende conto dell’insuperabile montagna che ha di fronte, l’illuso che ha appena compreso che tutte le speranze e i sogni che aveva preparato nei mesi precedenti sono in fumo. Richard Nixon infatti chiude all’angolo Frost come un toro scatenato, alternando leggerezza e decisione, rendendo credibile la sua posizione su ogni argomento scottante (il Vietnam, ad esempio) e permettendo alla sua immagine di uscirne a testa alta, da vero presidente degli Stati Uniti d’America. La straordinaria tensione della pellicola è tutta riposta nell’attesa per il quarto round, quell’ultima parte in cui Frost dovrà tirare fuori il meglio di sé, e il peggio di Nixon. E quest’ultima parte, statene certi, vale da sola il film.

Ron Howard si ricopre di nomination, grazie ad un film che fa il paio con il memorabile “Tutti gli uomini del presidente” di Pakula, il film fondamentale sul Watergate, uscito proprio un anno prima dell’intervista tra Frost e Nixon. Un’intervista che, grazie a Ron Howard, ridefinisce la concezione di action-movie.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 06/02/2009

Regia: Ron Howard
Con : Frank Langella, Michael Sheen, Sam Rockwell, Kevin Bacon, Oliver Platt
Nazionalità: U.S.A., UK, Francia
Durata: 122'
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Storico, Biografico

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Operazione Valchiria

By StephWithPh on 10:23

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  OPERAZIONE VALCHIRIA


Valkyrie
di Bryan Singer

In un’antica abitazione di campagna risuona un vecchio 33 giri con la gloriosa “Cavalcata delle Valchirie”: le note di Richard Wagner descrivono l’incedere delle fanciulle mandate da Odino su cavalli alati, la mente del cinefilo va alla guerra psicologica del Romeo Foxtrot di “Apocalypse Now!”, nella testa del colonnello Claus Von Stauffenberg invece si fa strada l’idea per rovesciare il regime di Hitler: utilizzare il cosiddetto Piano Valchirie (un progetto di difesa messo a punto dallo stesso Fuhrer) per effettuare un colpo di stato e mettere fine alla Germania nazista. Il regista Bryan Singer, abbandonati i fumetti (“X-Men”, “X-Men 2”, “Superman Returns”), dopo il grande successo de “I Soliti Sospetti”, si dedica ad un film storico, tratto da una storia vera, caricando il tutto con suspense e una patina di tensione difficile da scrollarsi di dosso.

«Dobbiamo dimostrare al mondo che non eravamo tutti come lui». Con queste parole un gruppo di ufficiali tedeschi, durante la Seconda Guerra Mondiale, si riunisce, tramando nell’ombra, per organizzare un colpo di stato: «Possiamo servire la Germania o il Fuhrer, non entrambi». I partecipanti al complotto infatti avevano aperto gli occhi di fronte alle vergognose azioni del regime hitleriano, unendosi per riabilitare il nome della “Santa Germania” agli occhi del mondo. Per tentare l’impresa, l’uomo scelto è il colonnello Von Stauffenberg (Tom Cruise), un eroe di guerra, braccio e mente del piano che avrebbe dovuto metter fine al Reich di Hitler (il celebre attentato del 20 luglio 1944). Il film è costretto a confrontarsi con il fatto che tutti gli spettatori sanno come è andata a finire la guerra, e che dunque sanno già cosa aspettarsi dal finale: la bravura di Singer però sfrutta questo elemento, spingendo al momento opportuno la suspense sul piano dell’azione piuttosto che su quello narrativo, mostrando l’Operazione Valchiria nel pieno della sua imponente efficienza (“Il colpo di stato siamo noi!”, urla il capo della riserva militare, fino a quel momento ignaro di tutto).

Tom Cruise, nonostante la benda all’occhio, si gode la sua ennesima performance di grande valore, circondato da un cast di esemplari professionisti, tra cui spiccano Kenneth Branagh, Bill Nighy, Terence Stamp, Tom Wilkinson. Un film storico trasformato facilmente in un’operazione mediatica non indifferente: la stampa si è infervorata di fronte ad una versione del protagonista esageratamente eroica (c’è addirittura chi lo ritenesse un antisemita), ponendo inoltre l’accento sul fatto che un manipolo di ufficiali (che al tempo giurarono fedeltà a Hitler) non potesse essere considerato come un movimento di resistenza. Il Von Stauffenberg di Cruise riesce però ad andare oltre ogni polemica, permettendo all’attore americano e al regista di cavalcare assieme alle Valchirie alate della mitologia nordica sopra un successo di pubblico già annunciato.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 30/01/2009

Regia:  Bryan Singer
Con :  Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten
Nazionalità: U.S.A., Germania
Durata: 120'
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Storico, Thriller

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