Nemico Pubblico n°1 - parte seconda

NEMICO PUBBLICO N°1 - L'ORA DELLA FUGA (parte II)

di  Jean-François Richet

Parigi a mano armata


Chi era davvero Jacques Mesrine? Un delinquente? Un gangster? Un idealista? Un rivoluzionario? Un gentiluomo? Un trasformista? Un genio? La risposta è probabilmente in tutti questi attributi, ed è la risposta che il regista Jean François Richet prova a dare attraverso questo biopic, finalmente completo dopo la prima parte, “L’istinto di morte”, che aveva lasciato in sospeso troppi lati della personalità di Mesrine. Ora possiamo dirlo: si tratta di un grande film, completo, ricco di azione, fascino, humour, personalità. Vincent Cassel da parte sua incolla alla poltrona e lo fa con il sorriso sulle labbra.
“L’ora della fuga” chiude perfettamente il cerchio aperto con “L’istinto di morte”: Mesrine è tornato in Francia, continua ad essere catturato dalla polizia e puntualmente ad evadere in modo rocambolesco, si innamora, diventa un fenomeno mediatico, popolare, anche grazie all’autobiografia che scrive in carcere e alle interviste rilasciate ai magazine francesi: «Non ho l’impressione di infrangere la legge, ma solo di rubare a chi ruba più di me», afferma ai microfoni dei giornalisti, nonostante il suo compagno di fuga (Mathieu Amalric, sempre ottimo) gli ricordi che sono «delinquenti, non idealisti». Ma Mesrine è uno che amava cantare «Je ne regrette rien» (“io non rimpiango nulla”): c’è da crederci.

Mesrine (guai a non pronunciarlo come vuole il protagonista, ovvero Merìn!) è un nome entrato nella leggenda: un brutale terrorista per la società, un leale idealista per chi l’ha avuto vicino, un trasformista capace di farsi beffe del capitalismo imperante (celebre la sua crociata contro il sistema bancario). Attenzione: l’opera di Richet non intende idealizzare un omicida, ma semplicemente offre un punto di vista il più possibile obiettivo su una personalità complessa e interessante come quella di Mesrine, regalando al cinema francese un personaggio affascinante nelle sue sfumature quanto spaventoso nella sua pericolosità.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 17/04/2009
Con: Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Georges Wilson, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Alain Doutey, Anne Consigny, Laure Marsac, Alain Fromager
Nazionalità: Francia, Canada
Anno: 2008
Genere: Azione, Biografico, Crimine, Drammatico, Thriller

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Mostri contro Alieni

MOSTRI CONTRO ALIENI

di Rob Letterman e Conrad Vernon

La rivincita dei diversi

Il cinema d’animazione, si sa, negli anni ha trasformato le sue caratteristiche peculiari, smentendo radicalmente quei vecchi cliché ormai lontani che lo definivano “cinema per bambini”. Il genere in questione è divenuto terreno fertile per commedie adatte ad un pubblico senza età, che diverte i cinefili per le sue citazioni colte, che esalta i più piccoli per la simpatia dei personaggi, che gratifica i genitori per i messaggi istruttivi insiti nei film. Non fa eccezione il nuovo miracolo della Dreamworks, “Mostri contro Alieni”, che sfrutta tutte le potenzialità della tecnologia di ultima generazione (sperimentando una nuova versione in 3D, esperienza imperdibile) per raccontare un’avventura ricca di spunti divertenti e buone vibrazioni.

Susan (nella versione originale doppiata da Reese Whiterspoon) sta per sposarsi: un attimo prima delle nozze entra in contatto con una meteora che ne modifica il codice genetico, rendendola una gigantesca ragazza di 15 metri. L’esercito la cattura e la segrega insieme ad una poco invidiabile collezione di esseri mostruosi: uno scienziato pazzo dalla testa di scarafaggio, un ibrido tra una scimmia e un pesce, una massa di gel indistruttibile e una larva gigante. Susan si ritrova catapultata in un mondo incredibile, e ben presto si ritroverà costretta a tirar fuori qualità che mai aveva sospettato di avere per far fronte, insieme ai suoi nuovi amici, ad un attacco alieno in piena San Francisco: la mostruosa accozzaglia infatti è l’ultima risorsa dell’esercito americano contro la minaccia extraterrestre (sulla falsariga dell’indimenticabile “Quella Sporca Dozzina” di Robert Aldrich, dove mostri e alieni erano sostituiti da ergastolani e nazisti).

Se i mostri, nonostante la diffidenza, risultano i più adatti alla situazione, non fanno di certo bella figura i cosiddetti “umani”, arrivisti ed egoisti come il fidanzato di Susan, impacciati e inetti come lo spassosissimo presidente degli Stati Uniti (eccezionale la sua performance musicale in pieno stile “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”), guerrafondai ambiziosi come il generale dell’esercito (un limpido omaggio al kubrickiano generale Turgidson de “Il Dottor Stranamore”).
Rispetto nei confronti dei “freaks”, un corso di autostima e unità d’intenti tra individui diversissimi tra loro: l’inno della “United Colours of Dreamworks” funziona e diverte, senza lasciare da parte lo spettacolo.

Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 3/04/2009
Con: Reese Witherspoon, Hugh Laurie, Seth Rogen, Paul Rudd, Kiefer Sutherland, Rainn Wilson, Will Arnett, Stephen Colbert
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Genere: Animazione,  Azione, Fantascienza

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Watchmen

By StephWithPh on 08:14

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WATCHMEN

di Zack Snyder


Who Watches the Watchmen? (Chi veglia sui Guardiani? ndr)


New York, 1985. Richard Nixon è al suo terzo mandato presidenziale dopo la vittoria in Vietnam e il mondo pare congelato in una perpetua Guerra Fredda alle soglie di un attacco nucleare. Nella buia notte newyorkese il corpo di un uomo cade da un palazzo, schiantandosi sul marciapiede, e il suo sangue macchia per sempre un sorriso. Edward Blake, meglio conosciuto come Il Comico, è morto. Si sapeva, dopo il decreto Keene, che per i supereroi non erano tempi buoni, ma questa morte pare smuovere le acque. Molti di loro si sono ritirati, altri sono stati uccisi, o rinchiusi; i sopravissuti sono davvero pochi. E’ alla loro ricerca che va Rorschach, convinto che Il Comico non fosse che il primo della lista, che prima o poi toccherà a tutti loro. Inizialmente i suoi colleghi gli danno del pazzo, e si rifiutano di dargli retta. Ma poi Laurie Spettro di Seta II si separa dal compagno Jon Dottor Manhattan, trovando conforto nel fedele amico Dan Gufo Notturno II, con cui riscoprirà il piacere di dare la caccia al crimine, e comprendendo che forse Rorschach non aveva tutti i torti su un imminente pericolo. Ma molto pare contrastare i guardiani, mentre le lancette dell’orologio dell’apocalisse sono sempre più vicine alla mezzanotte e la guerra nucleare sta per iniziare: Rorschach è stato catturato e il Dottor Manhattan si è isolato dal mondo in un auto-imposto esilio su Marte. L’unica persona rimasta a cui rivolgersi è Adrian - Ozymandias – Veidt, l’uomo più intelligente del mondo, ma quando i Guardiani riusciranno a trovarlo si troveranno di fronte a qualcosa di sconvolgente.

Watchmen, opera originale di Alan Moore e Dave Gibbons, riscrive in maniera impensabile le regole dei più classici fumetti, quelli sui supereroi. Questi giustizieri non hanno superpoteri – fatta eccezione per il Dottor Manhattan – anzi, sono fin troppo umani, schiavi delle proprie nevrosi, con le mani sporche di sangue, in bilico tra bene e male. Rorschach, la Maschera per eccellenza, è più psicopatico che eroico; Il Comico è cinico, crudele e senza scrupoli, Ozymandias è affetto da megalomania; Spettro di Seta è preda dei propri sentimenti confusi e il Dottor Manhattan ormai è totalmente separato dalla realtà, chiuso nella propria atarassia, mentre Gufo Notturno cerca di nascondersi dalle proprie insicurezze. I personaggi sono molto caratterizzati e ad ognuno di loro nel film è dedicato un flashback sulla propria storia personale.

La trasposizione su pellicola di Zack Snyder trasuda la palese ammirazione per il modello cartaceo. Parte con dei bellissimi titoli di testa, sviluppandosi poi su diversi livelli narrativi: si passa dai lunghi monologhi metafisici del Dottor Manhattan ai momenti di azione pura caratterizzati, al giusto momento, dalla slow motion, tecnica molto amata dal regista e utilizzata anche in 300. Il tutto viene accompagnato dalla voce fuori campo di Rorschach che legge le pagine del suo diario, e da citazioni che spaziano da Shelley, Dylan, Giobbe, Einstein a Jung. Particolare è la scelta della colonna sonora, composta da alcune delle migliori canzoni di fine secolo che accompagnano e descrivono ogni singola immagine. Il risultato è una buona pellicola superomistica che mostra al mondo ciò che Snyder ha visto nelle tavole di Moore, con le sue personali interpretazioni, i ringiovanimenti, gli abbellimenti, pur conservando le immagini più eloquenti e il testo.

Stefania Fiorese

Uscita del film in Italia: 06/03/2009
Con: Malin Akerman, Billy Crudup, Matthew Goode, Jackie Earle Haley, Jeffrey Dean Morgan,  Patrick Wilson, Carla Gugino, Matt Frewer, Stephen McHattie
Nazionalità: USA
Anno: 2009
Genere: Azione, Fantasy, Fantascienza, Thriller


Nemico Pubblico n°1

 NEMICO PUBBLICO N°1 – L’ISTINTO DI MORTE (parte I) 

di Jean François Richet

Il gangster dai mille volti

Realizzare un film in due parti separate è un progetto ambizioso quanto rischioso: di certo può rivelarsi un successo se a firmare l’opera c’è un certo Quentin Tarantino (vedi “Kill Bill” o il recente “Grindhouse”), e può sicuramente far presa sul pubblico se il personaggio in questione è un’icona mondiale (ad esempio il Che Guevara di Soderbergh con Benicio Del Toro). Al centro del progetto di Richet, regista praticamente sconosciuto all’estero, c’è invece un leggendario criminale francese, Jacques Mesrine, un nome che solo al di là delle Alpi sembra riuscire a dire qualcosa. Eppure l’ambiziosa e, come detto, rischiosa intenzione di Richet potrebbe consegnare alla storia della cinematografia francese un personaggio unico e dal fascino ipnotico.

Il film è tratto dal romanzo autobiografico che Mesrine ha scritto in carcere prima di una storica e incredibile evasione: Pichet resta fedele alla descrizione del gangster, realizzando un biopic che alterna con astuzia atmosfere noir con scene da prison-movie all’americana. Dopo un’esperienza in Algeria, tra le fila dell’esercito francese, dove per Mesrine avviene il classico “battesimo del fuoco”, la vicenda si sposta tra le vie di Parigi. L’ex-soldato si ritrova senza lavoro ma con tante ambizioni: il modo più facile per ottenere soldi e potere è la via della criminalità. Una volta introdotto nell’organizzazione del boss Guido, la vita di Mesrine è trascinata dal vento della criminalità, che lo porterà all’esilio forzato in Canada, in compagnia della sua amata Jeanne, con cui forma una nuova coppia in stile Bonny e Clyde.

Mesrine, impersonato dal sempre convincente Vincent Cassel, è raccontato con sensibilità e intelligenza: le due facce di una medaglia da un lato macchiata dal sangue delle sue vittime, dall’altra capace di far brillare l’indissolubile lealtà di un criminale innamorato della sua donna e in grado di onorare ogni volta la parola data. Funziona (e bene) la parte francese del film, arricchita dalla presenza di Gerard Depardieu, e permeata di quelle atmosfere buie che la scuola francese ha esportato in tutto il mondo; meno convincente la metà canadese, fatta di prigioni e un direttore spietato dal vago sentore di dejà-vu. Per un giudizio più completo sarà doveroso attendere la seconda metà dell’opera, intitolata “L’ora della fuga”, che arriverà da noi in aprile, nel frattempo la leggenda dell’uomo dai mille volti sembra avere le carte in regola per affascinare anche il pubblico italiano. Staremo a vedere.
Alessio Trerotoli

Uscita del film in Italia: 13/03/2009
Regia: Jean-François Richet
Con : Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Roy Dupuis, Elena Anaya, Gilles Lellouche, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Florence Thomassin, Ludivine Sagnier, Gilbert Sicotte, Abdelhafid Metalsi
Nazionalità: Francia, Canada, Italia 
Durata: 113'
Anno: 2008
Genere: Azione, Biografico, Crimine,  Drammatico, Thriller


MAX PAYNE

By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:36

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MAX PAYNEdi John Moore

Ancora cinema e videogames

Hollywood negli anni 2000 ha dimostrato che, quando le idee originali mancano, tutto fa brodo: la tendenza dell’ultimo decennio ha fatto sì che venissero prodotti in buona parte remake (non solo di film del passato, ma anche di pellicole recenti: vedi gli horror asiatici), soggetti tratti da serie televisive di successo, e soprattutto film tratti da videogiochi, per attirare a sé quella gran fetta di pubblico rappresentata dagli adolescenti, i frequentatori più assidui dei multisala. Da questo punto di vista “Max Payne”, tratto da un videogame di grande successo (il più venduto in Italia nel 2001), si dimostra un prodotto commerciale di sicuro affidamento, con il suo protagonista dall’alone misterioso, oscuro e maledetto, e quelle atmosfere noir che il cinema ormai sfrutta fino alla nausea.
Max Payne (Mark Wahlberg) è un poliziotto asociale e del tutto anticonformista: la sua ossessione è la vendetta nei confronti di coloro che hanno assassinato sua moglie e sua figlia. Ogni giorno Payne cerca di portare avanti le sue indagini, ma non riesce a trovare nessuna risposta, finché degli strani omicidi sembrano avere un collegamento con il “suo” caso. Per Max Payne comincerà un viaggio tra i meandri della città e i piani alti di una società farmaceutica, inseguendo le tracce di una misteriosa droga, la “Valchiria”.
Il regista John Moore, prima di film come “Behind Enemy Lines” e il remake di “Omen”, si è fatto le ossa nel mondo della pubblicità, e si vede: il film ha un ritmo da spot televisivo, a tratti serrato, e una fotografia curata ma eccessivamente falsa, ricoperta da una patina noir che anziché rendere l’atmosfera più cupa e angosciante dà l’impressione di trovarci di fronte a un qualcosa di eccessivamente forzato, poco credibile (da questo punto di vista l’atmosfera del videogame è pienamente ricreata: se l’effetto è voluto allora può dirsi ben riuscito). I fan del videogioco tuttavia non resteranno delusi dai virtuosismi di Moore: persino l’effetto bullet-time in slow motion, una delle caratteristiche del gioco, è stato ricreato in modo impeccabile nelle scene più adrenaliniche. In tutto ciò Mark Wahlberg sembra essere il volto giusto per il film, la mascella dura e lo sguardo triste e rabbioso conferiscono profondità al suo antieroe, ben supportato da Mila Kunis, famosa negli States come la voce di Meg nella fortunata serie de “I Griffin”. “Max Payne” si dimostra dunque un prodotto di sicuro successo per quel che concerne il suo target di riferimento, l’altra faccia della medaglia però non è così sorridente: chi non ama il genere si potrebbe ritrovare a combattere contro i fantasmi della noia.

Alessio Trerotoli

Uscita film in Italia: 28 novembre 2008

Regia: John Moore
Con : Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Donal Logue, Ludacris
Nazionalità: Usa
Durata: 100'
Anno: 2008
Genere: Azione


ROCKNROLLA

By Ufficio Stampa Universy Tv on 02:35

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FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA
sezione PROIEZIONE SPECIALE


ROCKNROLLAdi Guy Ritchie

Dopo i grandi successi di “Lock & Stock” e “The Snatch”, Guy Ritchie torna ad occuparsi della malavita londinese andando a formare una sorta di trilogia del crimine. “Rocknrolla” conferma tutta la bravura di Ritchie nel raccontare e intrecciare storie di gangster e malviventi sempre caratterizzati alla perfezione, offrendo di volta in volta un prodotto originale senza però discostarsi mai dal suo stile: così come la musica ha vissuto la sua epoca brit-pop negli anni 90, così il cinema di Guy Ritchie, grazie al timbro caratteristico delle sue pellicole, può essere definito come brit-crime cinema, un sottogenere perfettamente inserito nel vasto filone dei gangster movie.

Londra è una metropoli in costante espansione: il campo dell’edilizia è un settore in costante crescita, su cui inevitabilmente si sono posati gli occhi di imprenditori senza alcuna morale, disposti a spargere sangue pur di ottenere il controllo. Sul campo dell’edilizia sono scesi a giocare i gangster, è il caso di Lenny Cole (Tom Wilkinson), il boss che controlla gran parte della città: licenze, permessi. Il classico gangster “vecchia scuola” (il preside di questa scuola, come si definisce lui stesso nel film), costretto a collaborare con la nuova ondata criminale giunta in città, rappresentata da un miliardario russo. La quantità di soldi in circolazione alletta tutti i criminali della città, come il gruppo di malviventi del “mucchio selvaggio” (tra cui One Two, interpretato da un grande Gerard Butler), la splendida contabile Stella. Quando tutti i criminali della città si cercano, si inseguono, si rincorrono, si contrastano, l’oggetto intorno al quale ruota tutta la storia, un quadro fortunato, finisce nelle mani del figlio di Lenny, una rockstar tossicodipendente, Johnny Quid, che diventerà ben presto parte integrante dell’intera vicenda.

Tra Guy Ritchie e Londra c’è senza dubbio un legame particolare, il regista sembra nutrirsi dei vicoli della città, dei suoi bassifondi, della sua controcultura, per creare quel tipo di atmosfera che si avvicina al Tarantino dei primi anni in quanto a ironia, spettacolarizzazione della violenza, ritmo e intrattenimento, senza dimenticare la bravura di Ritchie nel conferire ai suoi personaggi una connotazione sempre divertente e “cool”. Non mancano le scene memorabili, come l’inseguimento tra One Two e un gangster russo inarrestabile, e l’esecuzione del Notturno di Chopin da parte di Johnny Quid al pianoforte di un pub. Il finale del film promette un ritorno dei personaggi in un sequel dal titolo “Il vero Rocknrolla”, nell’attesa del prossimo film di Guy Ritchie, centrato su uno dei personaggi più celebri della cultura londinese: Sherlock Holmes.

Alessio Trerotoli


Regia: Guy Ritchi
Con : Gerard Butler, Jeremy Piven, Thandie Newton, Gemma Arterton, Tom Wilkinson, Jamie Campbell Bower, Idris Elba, Mark Strong, Toby Kebbell, Bronson Webb
Nazionalità: Gran Bretagna
Durata: 114'
Anno: 2008
Genere: Azione


SFIDA SENZA REGOLE

By Ufficio Stampa Universy Tv on 06:17

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SFIDA SENZA REGOLERIGHTEOUS KILL
di
Jon Avnet

Molti rispettano il distintivo, tutti rispettano Pacino e De Niro

Una carriera, quella di Al Pacino e Robert De Niro, segnata dalla competizione; orde di cinefili incalliti divisi alla domanda: «chi è il migliore?», un dualismo paragonabile in campo musicale a quello che ancora oggi persiste a proposito di Beatles e Rolling Stones. Al Pacino e Robert De Niro sono il cinema, i loro nomi crivellano l’immaginario collettivo di immagini collegate ai loro personaggi più indimenticabili: Travis Bickle, Michael Corleone, Al Capone, Tony Montana, Jake La Motta, Carlito Brigante, solo per citarne alcuni. Dopo “Il Padrino parte II”, dove di fatto i due non si incontrano in nessuna scena, e “Heat – la sfida”, in cui li vediamo insieme soltanto in un paio di sequenze (una delle quali particolarmente memorabile), i fan sono stati finalmente accontentati: le due leggende della New Hollywood insieme nello stesso film, per la gioia dei produttori, consapevoli del fatto che due nomi di questo calibro sono sufficienti a portare in sala masse di spettatori.

Il detective Turk (De Niro) apre la scena confessando ad una telecamera di aver ucciso 14 persone. In seguito a questa informazione, il film torna sui suoi passi presentandoci il poliziotto: si tratta di un uomo dedito al suo lavoro, che si altera facilmente di fronte alle ingiustizie e ai criminali, in coppia da decenni con il detective Rooster (Pacino), meno sanguigno e più riflessivo rispetto al suo collega. I due sono dei veri mostri sacri del distretto di polizia (così come lo sono del mondo del cinema, e in tal senso è eloquente la battuta di una loro collega: «Mi piacete voi due quando lavorate insieme»), si trovano a dover indagare sul Poeta, un giustiziere della notte moderno, un serial killer di criminali e spacciatori, che uccide per poi lasciar sui loro corpi un biglietto con dedica in rima. I due detective, diversi in tutto «come Lennon e McCartney», si ritrovano in competizione con due detective più giovani provenienti da un altro distretto, che sospettano Turk di essere il famigerato Poeta (sospetti che sembrerebbero fondati, vista la confessione iniziale riproposta e sviluppata attraverso continui flash-forwards). Criminali e assassini vengono puniti uno dopo l’altro dal misterioso assassino, fino ad un finale prevedibilissimo che se da un lato non riesce ad emozionare dal punto di vista narrativo, dall’altro coglie il segno grazie all’espressività dei due protagonisti.

Con qualunque altra coppia di attori il film difficilmente sarebbe riuscito a raggiungere la sufficienza, ma quando a dettare le regole ci sono Al Pacino e Bob De Niro ogni cosa è avvolta da un alone diverso, senza dimenticare lo svantaggio di non poter godere in sala della voci originali dei due attori. Tra l’altro scorre un brivido nel vedere in scena insieme a Pacino anche il sottovalutato John Leguizamo, che molti ricorderanno in “Carlito’s Way” (nei panni del gangster Benny Blanco). La pellicola di Jon Avnet non esalta per originalità e bellezza, ma la gioia di vedere De Niro e Pacino insieme ha la meglio su ogni pecca di sceneggiatura. Come dice il film: «molti rispettano il distintivo, tutti rispettano la pistola», ma più di tutto, rispettiamo Al Pacino e Robert De Niro.

Alessio Trerotoli

Uscita film in Italia: 26 settembre 2008


Regia: Jon Avnet
Con : Robert De Niro, Al Pacino, 50 Cent, Carla Gugino, John Leguizamo, Donnie Wahlberg
Nazionalità: USA
Genere: Azione


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BABYLON A.D.

By Ufficio Stampa Universy Tv on 15:05

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BABYLON A.D.di Mathieu Kassovitz

In un futuro post-apocalittico molto più realistico e vicino nel tempo a quello rappresentato ne “Il quinto elemento”, a cui forse il film di Kassovitz deve qualcosa pur essendo tratto da un romanzo (Babylon babies di Murice G. Dantec, 1999), Toorop (Vin Diesel), mercenario senza scrupoli ma con un immediato senso del dovere, viene ingaggiato dalla mafia siberiana capeggiata dal corpulento Gorsky-Depardieu. Compito: scortare una ragazza nata e cresciuta nel silenzio di un convento mongolo fino a New York. Il viaggio, oltre a rappresentare quel viaggio dell’eroe di cui parlano i manuali di sceneggiatura in cui il protagonista matura attraversando varie prove tra cui l’incontro con la morte, è una vera sfida tra insidie di vario genere, personaggi voltafaccia, eventi naturali e innaturali che nascondono una forte critica sociale del regista su quello che succede nel mondo contemporaneo (religione, immigrazione, riscaldamento globale).

Una crisi sociale rappresentata già dall’inizio con il simbolo per eccellenza della democrazia nel mondo, la statua della libertà, raffigurata con un teschio funereo al posto del volto rassicurante che tutti conosciamo.

Più scuro e tenebroso quindi questo film, rispetto a quello di Besson, di cui Kassovitz prese parte nel cast artistico, e nel quale ritroviamo alcuni elementi: una bellissima ragazza (Melanine Thierry) depositaria di un segreto che tutti vogliono annientare, tutti vogliono avere e pochi vogliono proteggere e che potrebbe portare alla distruzione o alla salvezza del mondo; il già citato Toorop, meno ironico di Bruce Willis, a fare la parte del protettore/padre e perché no, magari amante della giovane.

Nel mezzo, qui troviamo l’asiatica Michelle Yeoh, una suora guerriera tutrice di Aurora (che casualmente rimanda all’ “inizio di un nuovo giorno”) a rappresentare il medium tra la durezza di Toorop e l’ingenuità e bontà d’animo di Aurora.

Un buon film, che probabilmente non passerà tra gli indimenticabili, ma che trova in sé alcuni punti a favore, come la bassa concentrazione di effetti speciali clamorosi (insolito caso per un film effettivamente di fantascienza), l’abbondante uso di locations reali e una sorta di distacco dal buonismo imperante, al motto di “Non c’è pietà per i deboli” che dà quel po’ di cattiveria che ogni tanto non guasta. Anche se poi vincono i buoni.

Patrizio Caruso


Uscita film in Italia: 24 ottobre 2008
Regia: Mathieu Kassovitz
Cast: Vin Diesel, Gérard Depardieu , Mélanie Thierry e Charlotte Rampling
Nazionalità: USA
Genere: Action Futuristico

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