Soul Food

By StephWithPh on 01:52

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CONFERENZA STAMPA
SOUL FOOD


Presentata il 24 mattina presso la sede di Palazzo Rospigliosi, la seconda edizione di Soul Food si terrà a Roma dal 28 al 30 marzo.
La manifestazione è organizzata da Don Pasta, Terrenifertili, Teatro Eliseo ( con la collaborazione di Coldiretti, Fao, Slow Food, Fondazione Campagnamica, Assessorato all’ambiente Regione Lazio e ARSIA Toscana).
Soul Food è un’espressione presa in prestito dalla cultura afroamericana per indicare che per mangiare bene si deve partire dall’anima. Sicuramente molta anima ci hanno messo gli organizzatori di questa manifestazione complessa che unisce il cibo, l’arte e la sostenibilità ambientale, che intervenendo su vari piani ha l’obiettivo di far dialogare soggetti e organismi diversi con lo scopo di ritrovare il concetto di tradizione attraverso l’arte.
Molti sono i luoghi della città che interesseranno le iniziative di Soul Food: il mercato di via Baccina nel rione Monti, il Rialto Sant’Ambrogio, il Teatro Eliseo e alcune scuole, dove saranno organizzati dei laboratori per i bambini.
Capire da dove vengono i prodotti che mangiamo, l’importanza dei mercati rionali e il rapporto con il territorio saranno gli argomenti affrontati. Ampio spazio verrà lasciato anche all’arte: musica, cinema e teatro. Discipline diverse per capire che un altro mondo è possibile e che dobbiamo cominciare a progettarlo.
Per il programma consultare il sito: www.thesoulfood.net

Paola Granato


RE LEAR

By Ufficio Stampa Universy Tv on 04:56

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Recensione:

TEATRO ELISEO
"RE LEAR" di William Shakespeare
con EROS PAGNI
Dall'11 al 30 novembre 2008


L’unidici novembre ha debuttato al teatro Eliseo di Roma il Re Lear con la regia di Marco Sciaccaluga. Lo spettacolo è una rilettura rigorosa del testo di Shakespeare dalla notevole durata.
Sciaccaluga sceglie di portare in scena il testo nella nuova traduzione di Edoardo Sanguineti (scrittore e critico tra i fondatori del gruppo 63 ) che svolge un interessante lavoro sul linguaggio. Lo scrittore rispetta infatti l’originale costruzione dell’opera fatta di prosa e di versi ma ne attualizza la lingua, ne risulta così un linguaggio particolarmente contemporaneo, un’operazione sicuramente di rischio e degna di nota.
La tragedia - sicuramente una tra le più apprezzate e rappresentate di Shakespeare - è scritta tra i primi anni del Seicento ed è tratta dalla leggenda di Leir, re di Britannia prima che questa diventasse parte dell’Impero Romano. Una storia primitiva, già nota prima che Shakespeare la riscrivesse.
Ed è proprio in questa dimensione arcaica che Sciaccaluga sembra voler inscrivere il suo spettacolo. Lo vediamo già dalle belle ed essenziali scene di Valeria Manari. Tutta l’azione si svolge in uno spazio semicircolare con un tetto: un po’ capanna, un po’ tempio, un po’ tendone da circo…che grazie ai cambi di scenografia avvenuti in scena assume di volta in volta la veste di un luogo diverso. Anche i costumi, sempre della Manari, si ispirano a civiltà antiche, kimono con evidenti richiami all’oriente.
Il regista si concentra soprattutto sulla “pazzia”, chiave è la figura del fool, fedele compagno di viaggio di Re Lear, probabilmente l’altra metà di se stesso. Il tradimento che porta alla follia e alla fine un messaggio privo di speranza.
Il regista ha voluto enfatizzare la dimensione delle emozioni primordiali ambientandole in questo mondo barbarico, primitivo, senza tempo e senza spazio, proprio perché sono passioni dell’umanità tutta, universali, come solo Shakespeare sa essere.
Ci troviamo davanti a un palcoscenico di freaks, circensi anche nell’aspetto, che sono poi rappresentanti dell’umanità: “quando nasciamo piangiamo perché ci troviamo in questo palcoscenico di fool”, dirà Re Lear.
Uno spettacolo dalle buone potenzialità, se non altro perchè parte da un testo grandioso, che però delude soprattutto dal punto di vista della recitazione: Eros Pagni, con un’impostazione molto classica che non rientra nelle dinamiche innovative del testo. Gli attori della Compagnia del Teatro Stabile di Genova, solo alcuni dei quali bravi, notevole l’interpretazione di Vito Saccinto nei panni del fool e quella di Gianluca Gobbi (Edgar).
Alla fine dello spettacolo rimane molto poco nel cuore dello spettatore, è tutto sopeso nell'aria e difficile da carpire. Questa è la nostra opinione ma siamo curiosi di scoprirela vostra. Commenta il nostro post.

Paola Granato

altre informazioni sullo spettacolo

MIDDLE OF NOWHERE

By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:03

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FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA
sezione ALICE NELLA CITTA'


MIDDLE OF NOWHERE
di John Stockwell

Villette, staccionate, vialetti, biciclette…insomma la tipica cittadina di provincia americana vista in tonnellate di film e che, come si sa, non offre grandi possibilità a chi ci abita: è qui che si svolge la vicenda di Middle of Nowhere presentato al Festival Internazionale del film di Roma nella sezione Alice nella città.
Grace (Eva Amurri) è la classica brava ragazza che sogna di entrare all’università e diventare medico; per riuscirci deve trovare i soldi e per questo lavora come bagnina in un parco acquatico (unica attrattiva della ridente città). Vive con la madre Rhonda - interpretata da una fantastica Susan Sarandon, vera madre della Amurri - e con la sorella Taylor (Willa Holland).
Rhonda, madre irresponsabile rimasta vedova, rimprovera costantemente sua figlia Grace di essere “troppo seria” e vive per la figlia minore che vuole diventare modella e in favore della quale sperpera i soldi per l’università di Grace, costringendola a tentare di chiedere un mutuo che non le verrà concesso.
Ma andando avanti il film ci rivela che non tutto è come sembra: Taylor vuole veramente fare la modella o quello è il sogno di sua madre? È forse una profonda sofferenza che porta Rhonda a comportarsi in quel modo?
A sconvolgere la vita di questa famiglia, già di per se atipica, ci pensa Dorian (Anton Yelchin) collega di Grace al parco acquatico.
Dorian figlio adottivo di una famiglia alto borghese, è mandato dai genitori a stare dallo zio a lavorare durante l’estate. Propone a Grace di entrare in società: per far soldi cominciano a spacciare marijuana. Intraprendiamo così un viaggio on the road nella provincia americana dove l’apparenza inganna sempre e comunque: non sono solo i giovani quindicenni a fare uso di droghe leggere ma i “clienti” di Dorian sono insospettabili.
Attorno a questa vicenda si sviluppano tematiche tipiche dell’universo adolescenziale: amore, feste, rapporto con i genitori: un viaggio che traghetta i protagonisti verso l’età adulta.
Il film sviluppa in maniera molto originale argomenti che abbiamo visto trattati in molti film per adolescenti, ma la cosa più sorprendente è la maniera in cui viene trattato l’argomento della droga. Sicuramente non inneggia al consumo delle droghe leggere e i protagonisti vengono, in un certo senso, puniti per il modo in cui cercano di guadagnarsi i soldi, ma è tutto molto leggero, non c’è retorica ne moralismo.
È un film destinato sicuramente a un pubblico giovane ma godibilissimo da tutti sia per la buona qualità che per gli interpretazione degli attori.

Paola Granato

Genere: Commedia
Stati Uniti, 2008 - 95’

Regia: John Stockwell
Cast: S. Sarandon, E. Amurri, A. Yelchin

ESTOMAGO

By Ufficio Stampa Universy Tv on 07:09

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FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA
sezione OCCHIO SUL
MONDO

ESTOMAGO
ESTOMAGO - UNA STORIA GASTRONOMICA
di Marcos Jorge

Estomago è il film italo-brasiliano che ha aperto la sezione Occhio sul mondo del Festival Internazionale del Film di Roma.
È il primo lungometraggio di Marcos Jorge co-prodotto dalla Indiana Production di Gabriele Muccino, Marco Cohen e Fabrizio Convito, grazie all’accordo bilaterale Italia-Brasile siglato all’inizio degli anni ’70.
Ha girato molti festival e vinto molti premi diventando film rivelazione dell’anno in Brasile. Anche qui al Festival di Roma ha riscosso molto successo, peccato che abbia avuto un solo passaggio senza repliche.
Narra la storia di Raimundo Nonato un ragazzo di campagna “senza arte ne parte” e senza soldi che, grazie al proprietario di una rosticceria, scopre l’arte della cucina.
Cucinare gli aprirà il mondo dei sapori, dell’amore, del sesso e del potere.
La particolarità di questo film non sta solo nella storia ma (finalmente!) anche nel modo in cui viene raccontata: attraverso il montaggio alternato ci vengono mostrati momenti diversi della vita del cuoco: Raimundo cucina in un bar, in un prestigioso ristorante italiano e poi in carcere; un puzzle che ricomporremo solo alla fine.
In un mondo diviso tra forti e deboli, Raimundo sceglie di cucinare e attraverso quest’arte riesce a compiere la sua singolare scalata sociale prendendo tutti per la gola.
È un film fatto di odori, puzze, sapori ottimi e disgustosi. “Con il cibo non bisogna avere pregiudizi” - ripete più volte Raimundo - i sapori più dolci possono nascondersi dietro alle pietanze apparentemente più ripugnanti.
Cibo come nutrimento della carne e dello spirito ma anche come validissima e - talvolta - pericolosa merce di scambio.
Estomago è una favola per adulti dalla comicità grottesca e un finale sorprendente che sarebbe molto bello vedere nelle sale.

Paola Granato

Genere: Drammatico
Brasile 2007 - 112’

Regia: Marcos Jorge
Cast: J. Miguel, F. Nascimento

L'UOMO CHE AMA

FESTIVAL INTERNAZIONALE
DEL FILM DI ROMA

sezione SELEZIONE UFFICIALE
ANTEPRIMA|Concorso

L’UOMO CHE AMA
di Maria Sole Tognazzi

Primo film in concorso presentato al Festival del Cinema di Roma è L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi.
Il film è ambientato nella Torino di oggi e racconta la storia Roberto - interpretato da Pierfrancesco Favino - farmacista quarantenne che si destreggia tra famiglia, lavoro e soprattutto tra sentimenti e storie d’amore.
Il film ci mostra due momenti diversi della vita del protagonista, due storie d’amore con due donne diverse tra loro: Sara - interpretata da Ksenia Rappoport - e Alba (Monica Bellucci).
In questi due momenti della vita Roberto si trova a ricoprire il ruolo sia di vittima che di carnefice e a interrogarsi quindi sui sentimenti e sull’amore.
Attorno a lui ruotano le vite del fratello Carlo e del compagno Yuri e quelle dei suoi genitori Giulia e Vittorio. Attraverso le esperienze dei suoi famigliari e quelle della sua collega dottoressa Campo, interpretata da Marisa Paredes, Roberto intraprende un viaggio dentro se stesso e dentro la spirale dell’amore fatta di incontri e separazioni.
La proiezione ufficiale tenutasi il 22 ottobre nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium è stata preceduta da una performance musicale di Carmen Consoli, per la prima volta in veste di autrice della colonna sonora.
In conferenza stampa si è insistito molto sulla novità del raccontare una storia d’amore attraverso gli occhi di un uomo, ma se questo poteva essere un punto di partenza interessante il risultato è quello di un film piatto, dove sembra non succedere nulla.
I personaggi sono basati su una serie di luoghi comuni e stereotipi: i genitori che litigano ma che in realtà si sono sempre amati profondamente, la dottoressa dall’apparenza dura ma che serba dentro un grande dolore, la dichiarazione dell’omosessualità…
A salvare almeno in parte il film ci sono gli interpreti: Favino - presente praticamente in ogni minuto del film - riesce comunque a essere credibile, Ksenia Rappoport, Piera Degli Esposti (Giulia) e Arnaldo Ninchi (Vittorio) riescono a essere bravi ed efficaci pur essendo, a mio avviso, penalizzati da dei dialoghi banali e prevedibili. Chi spicca è sicuramente Michele Alhaique (Carlo) un giovane attore proveniente dal Centro Sperimentale mentre rimane inconsistente l’interpretazione di Monica Bellucci. Resta, purtroppo, in ombra Marisa Paredes (Dottoressa Campo) grande attrice, interprete di molti film di Almodòvar che avrebbe dato molto al film se il suo personaggio avesse avuto più spazio.
Un film che con la sua costruzione tenta di spiazzare il pubblico ma ciò che trasmette è confusione; che tenta di essere innovativo anche se oggi non dovrebbe più sorprenderci vedere un uomo che piange.

Paola Granato


Uscita film in Italia: 24 ottobre 2008

Genere: Drammatico
Italia, 2008 - 102’

Regia: Maria Sole Tognazzi
Cast: Pierfrancesco Favino, Ksenia Rappoport, Monica Bellucci

Da Festa del Cinema di Roma