SHAKESPEARELOW

By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:10

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Recensione:

TEATRO ELISEO
“SHAKESPEARELOW.
Bassi, balordi ignavi”

Lezione-spettacolo su brani di William Shakespeare
Testo e regia Giancarlo Sepe
Mercoledì 26 novembre 2008

In scena al teatro Eliseo fino al 19 dicembre, ShakespeareLow non è uno spettacolo su William Shakespeare o sui suoi testi, ma prendendo come riferimento il grande drammaturgo si avventura in un percorso più ampio che va al di là di un particolare periodo storico.
Fiumi di letteratura sono stati versati sulle grandi figure uscite dalla penna di Shakespeare: ma che dire delle veloci apparizioni, non per questo meno vive, di tanti personaggi indispensabili per la riuscita e spesso per l’esistenza stessa dei drammi? Con l’aiuto del capocomico Luca Biagini, tramite tra il pubblico e gli attori, con l’auspicio di rendere un “Servizio Sociale” si cerca di “scavare in fondo fino alle origini del dramma shakespeariano” proprio attraverso i personaggi minori, superfici riflettenti nelle quali non possiamo fare a meno di vedere noi stessi e i meccanismi che regolano i rapporti umani, verso una maggiore comprensione del teatro e della vita.
Dalla Londra bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, che rimane sul palcoscenico come sottofondo celato allo sguardo del pubblico dal sipario, risorge in un moltiplicarsi di voci la Londra elisabettiana dei teatri oltre il fiume; teatri in chiusura che, se pur per ragioni diverse, fanno pensare malinconicamente alla condizione attuale.
Gli attori si muovono in platea, parlando a se stessi, recitando contemporaneamente le loro parti più per il pubblico dell’immaginario teatro londinese che per gli spettatori in sala, i quali sono a loro volta nella scena e delimitano lo spazio di azione della compagnia.
Una scenografia essenziale, costituita a volte da riflessi di specchi; giochi di luce e di ombre creati dagli stessi attori, in continuo movimento o addirittura in corsa per la platea, alla ricerca del senso: ma il senso di cosa? Il senso dell’opera di Shakespeare, dei suoi personaggi e dell’uomo nascosto dietro ad essi; e naturalmente il senso del teatro, la sua funzione sociale, la sua capacità catartica in momenti di crisi sociale e non solo.
E di catarsi si può parlare anche per lo spettacolo di Giancarlo Sepe, che ci regala alcuni spunti di riflessione inseriti in una messa in scena travolgente, lasciando allo spettatore la sensazione di un sogno, movimentato ma molto piacevole, sull’indimenticabile Bardo.

Laura Ariemma


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