BOLT
By Ufficio Stampa Universy Tv on 06:39
Categorie: Alessio Trerotoli, animazione, cinema, film, recensioni
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Categorie: Alessio Trerotoli, animazione, cinema, film, recensioni
La Disney non fallisce il colpo, puntando su un bellissimo cane dal pelo bianco che ribalta in un certo senso la tradizione canina di cinema e serie tv: laddove una volta si ammiravano cani-eroi senza esitazioni e senza paura, stavolta ci troviamo di fronte ad un cane eroico “per finta”, costretto dunque a misurarsi con una realtà dove l’eroismo non gli è regalato dall’industria televisiva, ma deve essere ricercato nel profondo del suo essere, e dove imparerà a capire che i valori dell’amicizia e l’amore per gli altri sono i superpoteri più belli che si possano desiderare.
Per Bolt, cane bellissimo quanto intelligente, ogni giorno è una vera avventura: inseguimenti, missili, bombe, elicotteri, rapimenti e misteri. Grazie ai suoi superpoteri riesce a proteggere la sua amata padroncina Penny dai tentacoli dell’organizzazione capeggiata dal malefico uomo dall’occhio verde. Per Bolt questa è la quotidianità, ovvero una serie televisiva hollywoodiana di grande successo, di cui lui è il protagonista indiscusso, a sua insaputa: Bolt infatti crede veramente di vivere le avventure che vengono messe in scena davanti al suo muso, pensando al suo superlatrato come al più grande dei suoi poteri.
Al termine di una nuova puntata però Bolt viene per sbaglio imballato e spedito a New York, dove le cose non sono più le stesse: lo sguardo incendiario non brucia più niente, il superlatrato è puro e semplice abbaiare, i morsi della fame e ferite che sanguinano sono una novità assoluta per lui. Il suo unico pensiero è tornare a Hollywood da Penny, e dovrà servirsi di due compagni di viaggio del tutto improbabili per riuscirci: la cinica gatta Mittens e il fanatico criceto Rhino. Nel frattempo capirà la sua vera natura, e si approprierà della bellezza delle cose semplici della vita.
Recensione:


Una scenografia essenziale, costituita a volte da riflessi di specchi; giochi di luce e di ombre creati dagli stessi attori, in continuo movimento o addirittura in corsa per la platea, alla ricerca del senso: ma il senso di cosa? Il senso dell’opera di Shakespeare, dei suoi personaggi e dell’uomo nascosto dietro ad essi; e naturalmente il senso del teatro, la sua funzione sociale, la sua capacità catartica in momenti di crisi sociale e non solo.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 01:50
Categorie: Alessio Trerotoli, cinema, film, horror, recensioni
La casa infestata sembra fortunatamente non passare mai di moda, soprattutto quando oltre ai fantasmi del passato ospita un cinema ben curato nei particolari come quello del regista esordiente Juan Antonio Bayona, pupillo di Guillermo Del Toro (che ha prodotto la pellicola), e cineasta emergente della cinematografia spagnola, una scuola di cinema che si sta specializzando sempre più nel genere fantasy-horror, attirando su di sé l’attenzione degli appassionati di cinema di tutto il mondo (per non parlare dei soldi di Hollywood). “The Orphanage” arriva in Italia forte di 7 premi Goya vinti e di ben 4 candidature agli European Film Awards, tra cui quella per il miglior film.
Quando Simon sparisce misteriosamente nel nulla, Laura sarà costretta ad indagare nel passato del suo orfanotrofio, scoprendo scheletri negli armadi e i segreti inconfessabili di quella che era la sua “isola che non c’è”.
dall’altro riesce a differenziarsi dai capisaldi fanta-horror della cinematografia spagnola inserendo la favola di Peter Pan riarrangiata e citata in chiave del tutto diversa. Una pellicola dove la paura non emerge da effetti sonori e visivi sparati a tutto spiano come in molti horror americani, ma dove il senso di smarrimento dei suoi personaggi e l’atmosfera malsana del luogo sono i principali motivi di turbamento. In Spagna si vive bene, il governo funziona, la nazionale di calcio è campione d’Europa, e ora si cominciano a produrre anche film di grande qualità: l’Europa è ai suoi piedi.
Recensione:
L’11 novembre alle ore 20.45 ha debuttato in prima nazionale al Piccolo Eliseo Patroni Griffi “Un giorno d’estate”, di Jon Fosse, diretto da Valerio Binasco, che ha completato così la trilogia dedicata all’autore norvegese, dopo “Qualcuno arriverà” e “E la notte canta”.
Scenografia minimalista: tre pareti bianche e quattro sedie. Quello che più importa è quello che c’è ma non si vede: la finestra, di fronte alla quale ci si ferma a guardare il mare, sentire le onde che pulsano, ascoltare la pioggia. Nell’attesa di un qualcosa che non avverrà.
Recensione:
By Ufficio Stampa Universy Tv on 04:01
Categorie: anteprima, cinema, Claudia Antignani, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
“La follia è una condizione umana” dichiarava Basaglia “in noi la follia esiste ed è presente come la ragione. Il problema è che la società dovrebbe accettare tanto la ragione, quanto la follia, invece...”.
ma forte delle sue idee, supportato da un gruppo di attori talmente bravi, nella parte dei malati mentali, da sembrare veri. Forte nei sentimenti e negli argomenti trattati, Giulio Manfredonia si destreggia bene nel difficile ma reale problema di un’ evidente diversità non compresa, circondando il tema principale con le problematiche di un rapporto di coppia difficile a causa del lavoro intenso, con difficoltà sociali e burocratiche; il tutto trattato senza enfasi o drammaticità, ma in un racconto forte e arioso, che in alcuni punti fa sorridere e incanta, ma allo stesso tempo fa riflettere su temi delicati che appartengono alla società italiana, nel rispetto di chi convive e lavora con malati particolari.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 04:08
Categorie: Alessio Trerotoli, cinema, cinema 2008, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
L’ultimo film di Giacomo Battiato, in concorso al Festival del Cinema di Roma, non ha bisogno di parole e di commenti riguardanti all’estetica, alla bellezza delle scene, alla qualità tecnica, alla bravura degli attori: “Resolution 819” infatti si eleva al di là di ogni possibile discussione cinematografica, per imporsi come un’opera necessaria, utile, interessante. Della strage di Srebrenica, il massacro peggiore avvenuto in Europa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il cinema ha ancora parlato troppo poco, motivo per cui una pellicola di questo spessore, che racconta e diffonde una storia così terribile, ha il diritto di non essere trattata soltanto come un’opera cinematografica.
La “Risoluzione 819”, decretata dalle Nazioni Unite, rappresenta una garanzia e un impegno a proteggere e tenere al sicuro la popolazione musulmuna dell’enclave di Srebrenica, in Bosnia. Le truppe serbe del generale Mladic, sotto gli occhi impotenti dei caschi blu dell’ONU, nel luglio del 1995 invadono la zona protetta operando una “pulizia etnica” che in quattro giorni provoca il massacro di 8000 bosniaci. In seguito a questa strage, l’ONU invia in Bosnia un volontario per scoprire la verità su quanto accaduto: per l’investigatore francese Jacques Calvez si tratterà di un vero e proprio viaggio all’inferno, tra testimonianze, fosse comuni, resti umani e un odore rancido perennemente nell’aria, l’odore della morte.
La pellicola si limita a voler raccontare i fatti di Srebrenica, analizzando ogni indizio emerso dalle ricerche di Calvez e del suo team di specialisti. Restano negli occhi le dolorose scene di massacro, l’odore di putrefazione che dallo schermo della sala si insinua tra le poltrone del pubblico, colpendolo allo stomaco con la sua angosciante verità. Una lezione di storia che fa male, ma necessaria, che lascia interdetti di fronte alla banalità delle violenza e all’assordante silenzio che ci resta dentro dopo esserci posti un’inevitabile domanda: come è possibile tutto ciò?
By Ufficio Stampa Universy Tv on 03:21
Categorie: Alessio Trerotoli, cinema, cinema 2008, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
Che cos’è l’arte? Per Andy Warhol l’arte è ciò che puoi riuscire ad ottenere da essa, per Pablo Picasso invece l’arte è una bugia che aiuta a realizzare la verità. Marcel Duchamp riteneva invece che l’arte non fosse nell’opera, ma nello spettatore, mentre per Cechov ciò che piace è arte, ciò che non piace non è arte. L’arte è questione di dibattito da secoli; diverse scuole di pensiero, artisti e filosofi hanno dedicato la loro esistenza nel cercare di dare una risposta, e la natura stessa di questo splendido film argentino è nella panoramica
che si pone nei confronti dell’arte contemporanea, dove la linea che separa il mondo dell’arte da tutto il resto si è fatta inesorabilmente più sottile.
enza neanche rendersene conto si ritroverà ad essere un artista di culto, famosissimo e apprezzato in tutto il mondo, ma dovrà sempre continuare a fare i conti con l’ispirazione del suo assistito, a volte assente per ripicca nei confronti dell’infermiere plagiatore, e con l’assidua attenzione che il mondo dell’arte pone su questo nuovo grande artista, i cui silenzi di fronte alle domande dei critici d’arte sono letti come una straordinaria risposta alla crisi della società contemporanea piuttosto che esser visti per quello che sono: l’incapacità di un uomo di esprimere le sensazioni e le emozioni di fronte ad un’arte che non gli appartiene.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 02:35
Categorie: Alessio Trerotoli, azione, cinema, festa del cinema, film, proiezioni speciali, recensioni
“Rocknrolla” conferma tutta la bravura di Ritchie nel raccontare e intrecciare storie di gangster e malviventi sempre caratterizzati alla perfezione, offrendo di volta in volta un prodotto originale senza però discostarsi mai dal suo stile: così come la musica ha vissuto la sua epoca brit-pop negli anni 90, così il cinema di Guy Ritchie, grazie al timbro caratteristico delle sue pellicole, può essere definito come brit-crime cinema, un sottogenere perfettamente inserito nel vasto filone dei gangster movie.
Londra è una metropoli in costante espansione: il campo dell’edilizia è un settore in costante crescita, su cui inevitabilmente si sono posati gli occhi di imprenditori senza alcuna morale, disposti a spargere sangue pur di ottenere il controllo. Sul campo dell’edilizia sono scesi a giocare i gangster, è il caso di Lenny Cole (Tom Wilkinson), il boss che controlla gran parte della città: licenze, permessi. Il classico gangster “vecchia scuola” (il preside di questa scuola, come si definisce lui stesso nel film), costretto a collaborare con la nuova ondata criminale giunta in città, rappresentata da un miliardario russo.
La quantità di soldi in circolazione alletta tutti i criminali della città, come il gruppo di malviventi del “mucchio selvaggio” (tra cui One Two, interpretato da un grande Gerard Butler), la splendida contabile Stella. Quando tutti i criminali della città si cercano, si inseguono, si rincorrono, si contrastano, l’oggetto intorno al quale ruota tutta la storia, un quadro fortunato, finisce nelle mani del figlio di Lenny, una rockstar tossicodipendente, Johnny Quid, che diventerà ben presto parte integrante dell’intera vicenda.
Tra Guy Ritchie e Londra c’è senza dubbio un legame particolare, il regista sembra nutrirsi dei vicoli della città, dei suoi bassifondi, della sua controcultura, per creare quel tipo di atmosfera che si avvicina al Tarantino dei primi anni in quanto a ironia, spettacolarizzazione della violenza, ritmo e intrattenimento, senza dimenticare la bravura di Ritchie nel conferire ai suoi personaggi una connotazione sempre divertente e “cool”. Non mancano le scene memorabili, come l’inseguimento tra One Two e un gangster russo inarrestabile, e l’esecuzione del Notturno di Chopin da parte di Johnny Quid al pianoforte di un pub. Il finale del film promette un ritorno dei personaggi in un sequel dal titolo “Il vero Rocknrolla”, nell’attesa del prossimo film di Guy Ritchie, centrato su uno dei personaggi più celebri della cultura londinese: Sherlock Holmes.
Regia: Guy Ritchi
Con : Gerard Butler, Jeremy Piven, Thandie Newton, Gemma Arterton, Tom Wilkinson, Jamie Campbell Bower, Idris Elba, Mark Strong, Toby Kebbell, Bronson Webb
Nazionalità: Gran Bretagna
Durata: 114'
Anno: 2008
Genere: Azione
By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:42
Categorie: Alessio Trerotoli, anteprima, cinema, drammatico, festa del cinema, film, recensioni, selezione ufficiale
Il 2008 a quanto pare è l’anno delle pellicole su famiglie di poliziotti o della corruzione all’interno della polizia: già in “American Gangster” avevamo avuto un assaggio del giro di mazzette tra criminali e poliziotti, nel finale de “I padroni della notte” invece un’azione illegale di un poliziotto viene coperta dai colleghi (il film tra l’altro racconta proprio di una famiglia di poliziotti). Il recente “La notte non aspetta” racconta ancora un caso di corruzione all’interno del distretto di polizia. In questo contesto “Pride and Glory” non spicca certo per originalità, dando l’impressione di raschiare un barile già svuotato di ogni interesse.
New York. Quattro agenti di polizia sono morti durante un’azione, mentre cercavano di introdursi nella casa di un noto criminale legato alla droga. Ogni cosa fa pensare che siano caduti in un’imboscata dovuta ad una soffiata arrivata agli spacciatori proprio da qualcuno all’interno del distretto di polizia. Tutti gli agenti della narcotici si mettono al lavoro per rintracciare il criminale; Edward Norton, anche se riluttante, viene convinto dal padre Jon Voight (capo dei detective) ad occuparsi del caso, spaventato all’idea di dover scavare e indagare all’interno del distretto guidato da suo fratello Noah Emmerich e all’interno del quale lavora suo cognato Colin Farrell. Indizio su indizio,
Edward Norton si troverà ben presto di fronte ad una scelta morale difficile da sostenere: coprire la verità, proteggendo così la sua famiglia e l’istituzione che rappresenta, o adempire ai suoi doveri, lasciandosi andare alla lealtà e all’onestà.
due facce della stessa medaglia) e della regia (O’Connor nella prima parte del film regala un bellissimo piano sequenza attraverso il quale attraversiamo il luogo del crimine insieme ai personaggi). In concorso al Festival del Cinema di Roma, “Pride and Glory”, nonostante le buone intenzioni e l’ottima resa di alcune sequenze, non sembra però regalare niente di nuovo ad un genere cinematografico come il thriller poliziesco già abbastanza ricco sia di orgoglio che di gloria.
By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:41
Categorie: Daniele Starnoni, Pontefolle, Simone Saponieri, Stefano Massa, teatro, video
By Ufficio Stampa Universy Tv on 05:50
Categorie: anteprima, cinema, Damiano Brogna, film, horror, recensioni
Quindi sia il confine tra gli stati, che colloca il nostro mondo diegetico in quel punto tra la Francia e il Belgio che è tutto un buco di miniera, ma anche i confini, plurale imperativo, luogo/non luogo al di là dei limiti della civiltà, dei limiti della ragione, dei limiti dell’odio quando il Male assume i colori della follia da Superuomo.

Uno spreco, insomma.
Il Premio L.A.R.A. (Libera associazione rappresentanza di artisti) al migliore interprete italiano tra i film in concorso in tutte le sezioni del Festival è stato assegnato a Michele Riondino, protagonista al fianco di Elio Germano del film di Vicari Il passato è una terra straniera. Menzione speciale in questa sezione, per tutto il cast del film di Giulio Manfredonia, Si può fare, presentato ieri sera tra le Anteprime fuori concorso.
Tutto questo come assaggio rispetto ai premi più ambiti che nel tardo pomeriggio verranno consegnati durante un evento speciale; nel corso delle premiazioni ufficiali, infatti, oltre al già citato Premio alla Carriera per la Lollobrigida, grande interprete del cinema nostrano, saranno premiati, nell'ambito della Selezione Ufficiale, il miglior film (per critica e per pubblico) e i migliori interpreti maschile e femminile; per la sezione “Alice nella città”, invece, che tante cose di alto livello ha saputo far vedere al pubblico, saranno premiati i migliori cortometraggi scelti dai ragazzi sotto e sopra i 12 anni d'età.
La terza edizione del festival si chiuderà con uno spettacolo pirotecnico serale , mentre nell'arco della giornata di domani, sempre all'Auditorium saranno proiettati i film premiati.
Patrizio Caruso
By Ufficio Stampa Universy Tv on 08:32
Categorie: alice nella città, festa del cinema, film, Patrizio Caruso, recensioni
Film fresco, divertente. Una commedia dal sapore agrodolce, lontana dagli sfarzi di altri film “toscani” alla Pieraccioni, ma con un cast a metà tra esordi ed indubbia maturità artistica che ha contribuito alla realizzazione in modo assolutamente positivo: Alessandro Haber e Pamela Villoresi da una parte; Diane Fleri dall'altra solo per citare la rappresentante più nota di un gruppetto di giovani e giovanissimi attori, o aspiranti tali, che fanno di questo film un piccolo diamante. 
UNIVERSYTV è una proposta alternativa alla comunicazione mediatica. Nasce come progetto universitario, realizzato grazie ad un gruppo di studenti dell’Università di Roma Tre che, con un occhio esperto e critico, realizzano programmi, documentari, interviste/inchieste ad autorità (giornalisti, scrittori, professionisti affermati) e format creativi in cui riversano le loro conoscenze e abilità. Le tematiche trattate spaziano dall’informazione all’intrattenimento, dal cinema allo sport, dal teatro alla musica, tutto visto attraverso uno sguardo giovanile e indipendente capace di essere un ponte tra il mondo universitario e la realtà cittadina.